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Lavorare per Google:
opinioni e recensioni

Tra le multinazionali, dal core business informatico e tecnologico, Google è di sicuro una delle realtà più affermate, tanto è vero che risulta una delle aziende più ambite a livello lavorativo. Leader nel mercato dei motori di ricerca e dei servizi online, Google ha il suo quartier generale nella Contea di Santa Clara in California e precisamente a Mountain View, nel rinomato Googleplex (gioco di parole che viene fuori da “Google” e “plex”, ossia “complesso”).

Il quartier generale EMEA è situato in Irlanda, a Dublino.

I suoi principali servizi sono il più noto tra i motori di ricerca, Android, il sistema operativo mobile più diffuso su smartphone e tablet e servizi web come Google Maps, il Play Store, Youtube e Gmail.

I numeri, d’altronde, sono chiari: oltre 2 trilione di dollari come capitalizzazione azionaria fanno di Google una delle principali multinazionali su scala mondiale. Oggi, risulta una controllata di Alphabet, conglomerato di imprese guidato sino al 3 dicembre del 2019 da Sergey Brin e Larry Page, entrambi fondatori del “Colosso di Mountain View”. Poi, è subentrato alla guida Pichai Sundararajan, già amministratore delegato di Google dal 2 ottobre 2015.

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La storia di Google

Ufficialmente, la fondazione di Google è datata 27 settembre 1998. Ma dietro a questa data storica c’è tutto un lavoro a monte che merita di essere analizzato. Erano gli anni di internet e due giovani dottorandi della Stanford University, Larry Page e Sergey Brin, i futuri fondatori di “Big G”, erano al lavoro su un motore di ricerca sperimentale. L’obiettivo era quello di organizzare tutte le informazioni del mondo e renderle fruibili a chi navigava sul web. Un progetto innovativo e decisamente ambizioso che da lì a poco sarebbe diventato rivoluzionario.

Dopo aver catalogato del materiale bibliografico, Larry Page iniziò a mettere a punto un algoritmo, deputato a ad assicurare la massimizzazione delle prestazioni di ricerca nel vasto catalogo della biblioteca della Stanford University.

A questo punto, la predisposizione per l’informatica del ricercatore statunitense, iniziò a venir fuori: Larry Page studiò in quei tempi le dinamiche del web, pensando ad una struttura che doveva funzionare come un grafo sconfinato, caratterizzato da nodi interconnessi e distribuiti a livello globale.

In quei tempi, gli scambi culturali con Sergey Brin si fecero più assidui, al punto che i due iniziarono a sviluppare un algoritmo di ricerca per la Rete che aveva un duplice scopo: da un lato, la restituzione di risultati su una pagina del termine digitato; dall’altro, l’ordine dei risultati era collegato a quanto rilevante ed importante fosse la pagina. Il nome di quell’algoritmo era PageRank. Con il passare degli anni, l’algoritmo di Google è andato incontro a svariati miglioramenti. Tuttavia, la logica di funzionamento è rimasta sostanzialmente la stessa.

I risultati ottenuti, per quanto sperimentali, furono brillanti. Tuttavia, rimanevano limitati alla intranet di questa università privata in California. Era giunta così l’ora di fare il grande passo nel mondo del business.

Come si verifica di frequente per quelle che in futuro diverranno affermate multinazionali (si pensi ad Apple o ad Amazon), il primo passo di una start-up è sempre il garage. E Google non fu un’eccezione, in questo senso. Fu Susan Wokcicki, dal 2014 CEO di Youtube dopo una brillante carriera in Google, che si offrì di prestare ai due ricercatori il suo garage. La data ufficiale di fondazione dell’azienda è il 4 settembre 1998. Tuttavia, dal 2005 il “compleanno” Google lo festeggia il 27 settembre, perché nel 1998, si registrò il record in termini di pagine indicizzate.

I primi mesi di Google furono, però, un po’ troppo burrascosi. Per un progetto così ambizioso, servivano finanziamenti che, purtroppo, tardavano ad arrivare. Il primo aiuto finanziario lo elargì il fondatore di Sun Microsystem: Andy Bechtolsheim: 100.000 dollari nell’agosto del 1998.

Nonostante il sito internet di Google fosse ancora ancorato alla Stanford University, pian piano la crescita iniziò ad essere considerevole. Non lo si poteva più considerare un progetto amatoriale. Occorrevano tempo ed energie da impiegare: Larry Page e Sergey Brin volevano continuare nel mondo della ricerca e misero in vendita il loro algoritmo.1 milione di dollari: fu questa la somma che chiesero ad Excite, portale web fondato nel 1994 da Joe. La proposta fu rispedita al mittente. Fu la fortuna dei due ricercatori. L’interesse nei confronti di questo algoritmo iniziò ad essere più forte e nel giugno del 1999 Google poté contare su 19 milioni di dollari di finanziamenti. Non pochi per quella che era solo una start-up.

Dopo aver portato a Palo Alto il quartier generale, Google approdò in Borsa: la sua offerta pubblica iniziale vide l’immissione sul mercato di ben 19 milioni di azioni. Il prezzo iniziale ammontava a 85 dollari. Era il 19 agosto 2004. Le operazioni furono coordinate dalla sapiente regia di Credit Suisse e di Morgan Stanley, leader incontrastate tra le banche d’affari. La loro vendita portò incassi leggermente inferiori ai 2 miliardi di dollari. In questo modo, il “Colosso di Mountain View” sfiorò i 27 miliardi di dollari. Non solo i fondatori, Larry Page e Sergey Brin, erano diventati milionari. Anche il management poteva definirsi tale.

Nel 2003, Google traslocò definitivamente a Mountain View, la sua attuale sede.
Da lì, la crescita è stata vertiginosa. Il grosso Google lo deve alle acquisizioni. Tra le più importanti, vale la pena citare quella di Youtube, leader tra i portali di video sharing, per cui nel 2006 vennero sborsati ben 1,65 miliardi di dollari.

Nel 2008, i vertici di Google capirono che se volevano crescere dovevano puntare sulla pubblicità online. Per questo motivo, venne acquistata DoubleClick per la cifra monstre di 3,1 miliardi di dollari.

Decisamente singolare fu l’acquisizione della divisione “telefonia” di Motorola. Il motivo di puntare su questa azienda statunitense in forte crisi in quegli anni, era il numero di brevetti rilasciati: si preparava il terreno allo scontro con Apple. In seguito, l’acquisizione di Waze, start-up creatrice del celeberrimo navigatore per smartphone, e l’avvento di Android, la cui prima release è del 2008, portarono Google a competere in maniera evidente con Steve Jobs.

Ulteriori novità, l’azienda di Mountain View le dimostrò nel 2010 con Instant Previews, l’innovativa funzione che restituisce da ogni pagina di ricerca l’anteprima del risultato, e la costituzione della holding Alphabet.

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Che tipo di carriera lavorativa può offrire Google?

Trattandosi di un’affermata multinazionale, con oltre 70 sedi dislocate in una cinquantina di Paesi, le offerte lavorative di Google sono decisamente variegate: le selezioni sono aperte sia per profili junior che per figure senior. Denominatore comune delle varie offerte provenienti dall’azienda di Mountain View è l’importanza alla formazione: l’esperienza formativa on the job risulta tra le migliori in assoluto.

Le retribuzioni risultano inoltre tra le più competitive sul mercato. Il clima lavorativo è decisamente informale, come dimostrano gli uffici, organizzati come grandi open space: ciò che ci vuole, per stimolare il talento e per lasciar spazio alla collaborazione creativa.

Gli ambienti di lavoro sono decisamente innovativi, come dimostra la presenza di palestre, sale giochi interattive, sale riunioni altamente informali, aree relax, bar e ristoranti. Si evince, perciò, massima attenzione al benessere dei dipendenti.

Requisiti per lavorare in Google

In Google, ci sono una miriade di offerte lavorative, dedicate ad ogni tipo di profilo. Ovvio, però, che chi ha un background informatico/ingegnieristico/economico ha maggiori possibilità di assunzione nelle cosiddette posizioni strategiche. Oltre alle competenze avanzate nel campo informatico, requisito indispensabile è la conoscenza dell’inglese ad alti livelli. Trattandosi di una multinazionale informatica con uffici dislocati in numerosi Paesi, la lingua ufficiale di “Big G” è naturalmente l’inglese.

Doti di leadership, abitudine a lavorare in contesti multi-culturali, flessibilità e problem-solving sono rientrano tra i requisiti necessari per chi desidera lavorare in Google.

Finance, Engineering & Technology, Marketing & Communication, IT & Data, Amministrazione, Business Strategy, Google Cloud, Legal e infine Facilities sono le principali aree di inserimento.

Tra i profili ricercati con maggiore frequenza, vi sono Key Account Director, Sales Engineer, Field Sales Manager, Associat Product Marketing Manager e Analytical Lead.

Candidatura in Google

Come candidarsi in Google? Semplicissimo. Basta collegarsi alla sezione dedicata e fare una ricerca tra le posizioni aperte. Gli appositi filtri offrono l’opportunità di selezionare gli annunci più in linea con il proprio profilo.

Google: l'opinione di chi ci lavora

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Scheda aziendale

  • Settore:
  • Anno di fondazione: 1997
  • Dipendenti: 114.000
  • Sede: Mountain View, California. In Italia: Milano e Roma
  • Fatturato: € 124b

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