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Donne vittime di violenza: incentivo contributivo per le cooperative sociali che le assumono

Secondo l’ultimo rapporto Eures sul fenomeno del femminicidio, che è stato pubblicato lo scorso 25 Novembre in occasione dell’annuale appuntamento con la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, in Italia, ogni tre giorni una donna viene uccisa.

Se poi si vanno a verificare i dati sugli ultimi 20 anni, si rilevano ben 3.344 casi di morte di donne per cause violente.

Una situazione allarmante, che in special modo dopo l’esplosione della situazione pandemica, è diventata alquanto critica.

A parte i casi di omicidio per mano di mariti, conviventi, ex e persino consanguinei, esiste un tema che non è affatto secondario, ed è quello della violenza contro le donne, esercitata non solo a livello sessuale, ma anche e soprattutto, psicologico ed economico.

Ancora oggi, e malgrado a parole si dica che la situazione relativa alla condizione del genere femminile sia nettamente migliorata nel corso degli ultimi 50 anni, si osserva una tendenza all’abuso e alla violenza contro le donne all’interno delle mura domestiche.

Purtroppo non esistono dati certi sul numero degli eventi di violenza sessuale, psicologica ed economica, perché sono ancora troppi i casi che non sono denunciati, spesso per timore di alimentare maggiore rabbia e persecuzione, oppure per la presenza dei figli in casa, o perché molte donne non sono autonome economicamente, e temono di non farcela a spiccare il volo fuori dalla gabbia in cui sono costrette a vivere.

Si sa, però, che almeno nel 50% dei casi di femminicidio le violenze sessuali, verbali, psicologiche ed economiche erano presenti da tempo. Si tratta quindi di una situazione che tende a peggiorare con il passare del tempo e spesso all’interno del nucleo familiare, che si trasforma in orrendo luogo di persecuzione.

Per tentare di dare sostegno alle donne vittime di violenza, all’interno del DL RistoriDL 137/2020 – è stato prorogato lo sgravio contributivo dedicato alle cooperative sociali che le assumono. Una soluzione strategica, che consente loro di potersi mantenere da sole.

L’INPS, con estremo ritardo causato forse della situazione relativa all’emergenza sanitaria, ha finalmente fornito le istruzioni per comprendere le modalità di fruizione di quest’agevolazione contributiva.

Nei prossimi paragrafi troverai la guida completa sul Bonus Donne vittime di violenza 2021.

La circolare INPS 53/2020 spiega i criteri di fruizione

La circolare INPS 53/2020 contiene le istruzioni per la fruizione dell’incentivo in questione, che è attivo in Italia dal 2017 dopo che fu approvata la Legge N° 205/2017, che regola questo tipo di agevolazione all’articolo 220.

Si tratta di uno sgravio sulle aliquote che il datore di lavoro è tenuto a versare per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale.

L’esonero contributivo, previsto esclusivamente per i contratti a tempo indeterminato, è pari al 100% e per un periodo di 12 mesi, anche per le assunzioni che saranno attivate durante l’anno 2021. Gli unici datori di lavoro che possono usufruire dello sgravio contributivo sono le cooperative sociali.

Per ovvie ragioni, le donne che sono protagoniste di questa misura, sono quelle che – a causa del fatto di essere vittime di violenza di genere – abbiano attivato un percorso di protezione attraverso la denuncia dei fatti presso le autorità competenti.

Per ottenere l’assunzione in una cooperativa sociale, che può di conseguenza fruire del bonus fiscale, esse devono presentare adeguata certificazione redatta dai servizi sociali del comune di residenza, o in alternativa, da un centro anti violenza o da una casa rifugio, una di quelle strutture protette presso le quali le donne che denunciano la violenza, possono essere accolte.

ATTENZIONE: sono esclusi dall’esonero i premi e contributi che sono dovuti all’INAIL.

Cooperative sociali: cosa sono

Si tratta di società che sono fondate con lo scopo di sostenere, e perseguire, il benessere e l’interesse della comunità in cui viviamo, e sono attive nella promozione delle attività umane, rivolte anche all’integrazione e inclusione dei cittadini attraverso una serie di azioni dirette a questi scopi.

Tra di esse troviamo:

  • L’organizzazione di attività nel settore industriale, agricolo o dei servizi con la finalità dell’inserimento lavorativo
  • La gestione e organizzazione dei servizi socio-sanitari
  • La gestione e organizzazione di servizi educativi

Come si procede alla richiesta di fruizione dell’incentivo

Le cooperative sociali che, anche nel 2021, decideranno di assumere donne entrate a far parte del programma di protezione contro la violenza di genere, dovranno inoltrare la domanda di fruizione del bonus direttamente all’INPS seguendo la procedura prevista:

  • Scaricare e compilare il modulo d’istanza DO.VI
  • Per scaricare il modello online è necessario prima autenticarsi sulla piattaforma INPS
  • Accedere quindi al Portale delle agevolazioni
  • Nel modello vanno indicati i dati della lavoratrice, la data di rilascio del provvedimento di protezione dalla violenza di genere, i dati relativi all’assunzione a tempo indeterminato, l’importo della retribuzione mensile media, e che comprenda anche i ratei relativi a tredicesima e quattordicesima mensilità, l’aliquota contributiva che è oggetto dello sgravio contributivo

Dopo aver inoltrato la domanda, l’INPS dovrà verificare e calcolare l’importo dell’incentivo contributivo spettante, e questo sarà fatto in base all’aliquota contributiva datoriale che sarà stata indicata sul modulo. Inoltre, sarà verificata anche la copertura finanziaria presente al momento della ricezione dell’istanza.

Se la copertura finanziaria è adeguata, dal momento che il finanziamento previsto è a capienza, il che significa che le somme stanziate sono fruibili fino alla fine della loro disponibilità, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale informerà la cooperativa sociale di aver autorizzato la richiesta.

ATTENZIONE: lo stanziamento a capienza deve poter coprire tutto il periodo di contribuzione al momento dell’inoltro della richiesta. Significa che, tra le verifiche che L’INPS è tenuto a fare, c’è quello di comprendere se le risorse economiche a disposizione dell’ente sono sufficienti a coprire l’intero periodo contributivo previsto.

Riferimenti normativi

Per approfondire il tema puoi scaricare sul tuo PC i documenti ufficiali relativi alle normative in vigore:

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità.
Collabora con altre testate di informazione nei settori della macro economia e del fisco.
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa.
Esperta di comunicazione.
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon.

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