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Isopensione: le novità contenute nella Legge di bilancio 2021

I lavoratori delle imprese private e con contratto a tempo indeterminato che, verso la fine della carriera, desiderino concludere anticipatamente il loro percorso di lavoro scegliendo il prepensionamento, dal 2013 possono valutare – insieme all’azienda – l’opportunità di avvalersi delle norme dell’isopensione o assegno di esodo.

Si tratta di una misura introdotta nel nostro ordinamento nel 2012 attraverso la Riforma Fornero e pensata per creare un giusto ricambio generazionale nel mercato del lavoro, per accedere alla quale è necessario, però, essere in possesso di determinati requisiti.

Nei prossimi paragrafi scoprirai il suo funzionamento e molte altre informazioni utili.

Proroga fino al 2023

Nella Legge di Bilancio 2021 sono stati prorogati i termini per aderire all’isopensione.

La data ultima è stata fissata al 31 dicembre 2023, salvo ovviamente ulteriori proroghe.

Maxi scivolo anticipato da 4 a 7 anni

Conosciuta sia come assegno di esodo sia come isopensione, questa soluzione rende possibile, ai lavoratori più anziani e del settore privato, di poter scegliere di anticipare l’età pensionabile con un maxi scivolo fino a un massimo di 7 anni.

E’ questa una delle novità introdotte dalla Legge 205/2017 (Legge di bilancio) per il triennio 2018/2020. Nella misura precedentemente approvata – DL 92/2012 o Riforma Fornero – era possibile anticipare la pensione di 4 anni ma nella Legge di bilancio 2021, grazie a un emendamento, questo periodo è stato elevato di 3 anni, portando così la possibilità di prepensionamento a un massimo di 7 anni prima rispetto alle norme in vigore.

Tra i requisiti obbligatori, però, vi è il numero dei dipendenti dell’azienda, che non può essere al di sotto delle 15 persone: i dipendenti devono quindi essere pari o superiori a questo numero.

Accordo sindacale obbligatorio

A parte questo punto fondamentale, si può anticipare l’età della pensione – fino a un massimo di 7 anni – a patto che l’impresa sottoscriva un accordo con le organizzazioni sindacali tra quelle che si occupano anche della gestione degli esuberi.

Dopo la ratifica dell’accordo sindacale, è poi data facoltà ai lavoratori se aderire o meno all’isopensione, dal momento che questo non corrisponde a un obbligo ma a una libera scelta. È vero anche che, in special modo negli ultimi tempi, non è raro che siano le stesse imprese a sostenere l’adesione all’esodo anticipato.

Altra cosa molto importante da sapere: questo tipo di meccanismo può essere attivato anche nel caso in cui si dovesse presentare una situazione di licenziamento collettivo secondo le norme contenute nel DL 223/1991 e quando si crei una situazione di esubero di personale.

L’accordo deve avere come oggetto un esodo che si renda necessario per permettere all’impresa una riorganizzazione interna. Ciò significa che si dovrà dimostrare che, in un determinato periodo, vi è un esubero di risorse umane.

È l’impresa a pagare la pensione

Per tutto il periodo relativo al cosiddetto scivolo, sarà il datore di lavoro ad accollarsi il versamento mensile dell’assegno di accompagnamento alla pensione, congiuntamente ai versamenti contributivi necessari ad assicurare la copertura pensionistica allo scadere del periodo di isopensione e al conseguente ingresso, a pieno titolo, nella condizione di quiescenza.

Per garantire totalmente gli aventi diritto al periodo di prepensionamento, alle aziende aderenti si chiede una fidejussione bancaria, tranne nei casi in cui ci si accordi per un versamento unico di tutti i ratei mensili.

Come funziona l’isopensione

Come già accennato in precedenza, questa misura è dedicata solo ai lavoratori del settore privato con contratto a tempo indeterminato.

Coloro che desiderino smettere di lavorare possono farlo anticipatamente, ma solo se hanno i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente.

Ecco quali sono questi requisiti indispensabili:

  • Per le donne: 41 anni e 10 mesi di contributi versati
  • Per gli uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi versati
  • Compiere 60/61 anni entro il triennio 2021/2023
  • Per la pensione di vecchiaia per ambo i sessi: aver compiuto 67 anni e 20 anni di contributi versati

E’ utile anche sapere che anche chi ha maturato un periodo contributivo all’estero ma in una delle nazioni in cui vige la regolamentazione fiscale comunitaria – si tratta di tutti gli stati membri della UE, i paesi SEE (facenti cioè parte dello Spazio Economico Europeo) e la Svizzera, ma anche le nazioni extraeuropee che hanno stretto accordi bilaterali in tal senso – possono accedere all’agevolazione prevista avendo maturato in ogni caso i requisiti contributivi.

ATTENZIONE: per ottenere il beneficio, oltre ai requisiti anagrafici e contributivi, è bene rammentare che le richieste saranno ammesse entro il 1mo Dicembre 2023 per le risoluzioni dei rapporti di lavoro avvenute entro il 30 Novembre 2023.

Apprendisti esclusi, lavoratori a domicilio ammessi

Non possono chiedere il prepensionamento gli apprendisti. I lavoratori a domicilio, e i dirigenti aziendali, invece, vi rientrano.

Importo dell’assegno mensile

Quanto percepirà il lavoratore che ha chiesto di poter attivare la procedura di assegno di esodo? Lo stesso che percepirebbe nel caso in cui avesse raggiunto l’età pensionabile e i requisiti contributivi previsti per legge, a esclusione dei contributi che – in ogni caso – il datore di lavoro deve continuare a versare fino a scadenza del periodo previsto.

Le mensilità di erogazione dell’assegno sono 13.

Presentazione della domanda dell’assegno di esodo

L’iter per attivare la pratica avviene tra l’azienda e l’Inps. È il datore di lavoro che deve presentare l’istanza direttamente all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, utilizzando un apposito modulo Inps – il modello SC77 – da compilare con tutti i dati richiesti e il cui modello è scaricabile dal link presente nel paragrafo successivo: riferimenti normativi e modulistica.

Riferimenti normativi e modulistica

Di seguito i riferimenti normativi riportati in questo articolo.

Per accedere, cliccare sui link:

Riforma Fornero

Legge di bilancio 2017

Legge 223/1991

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità.
Collabora con altre testate di informazione nei settori della macro economia e del fisco.
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa.
Esperta di comunicazione.
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon.

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