Il sistema scolastico nazionale sta subendo profonde trasformazioni, in ampia parte dovute all’avvento del SARS-CoV-2 e delle misure varate dal governo per tentare di contenere la diffusione del virus.

Gli studenti delle scuole primarie e secondarie e gli universitari stanno vivendo qualcosa di davvero nuovo: le lezioni da remoto meglio conosciute oggi come DAD acronimo di “Didattica A Distanza”.

In ambito universitario molti giovani sono costretti a dare la tesi da casa, collegati a un PC e con l’impossibilità di festeggiare la laurea per le medesime  motivazioni elencate in precedenza: il distanziamento sociale tocca tutti gli ambiti dell’esistenza e non si può far altro che seguire le regole.

Eppure, malgrado questo, esiste un elemento ancora poco conosciuto tra i giovani e i genitori, che può fare la differenza nel momento in cui si passa dalla scuola media a quella superiore, nel senso che scegliendo un certo percorso di formazione ci si può garantire maggiormente l’ingresso nel mercato del lavoro, anche e soprattutto in tempi di crisi economica.

Questo elemento si chiama alternanza scuola-lavoro o sistema duale, ed è indiscutibilmente l’unico sistema di formazione che consente a chi studia di fare pratica in azienda.

Nei prossimi capitoli apprenderai ogni aspetto di questo modo di studiare e fare pratica contemporaneamente e nel settore lavorativo preferito.

Che cos’è l’alternanza scuola-lavoro

Si tratta a tutti gli effetti di un programma di studi lanciato in Italia durante il governo Renzi  nell’anno scolastico 2015/2016, e introdotto nel nostro ordinamento attraverso il DL 107/2015 denominato “La buona scuola”.

Le misure prevedono per gli studenti delle scuole superiori che scelgano questo tipo di percorso l’integrazione di un periodo di apprendistato in situazione lavorativa da realizzarsi per un tot numero di ore durante l’anno scolastico al di fuori dell’istituto scolastico.

In massima sintesi: durante l’anno scolastico si trascorrono ore di lezione in aula oltre a un monte ore presso una delle aziende che ha scelto di far parte del circuito di quelle accreditate a questo tipo di sistema di formazione.

In tal modo, oltre ad acquisire la teoria i giovani hanno l’opportunità di fare pratica, e di iniziare così a rendersi conto sul campo quale tipo di lavoro stanno scegliendo di fare in futuro.

Una soluzione efficace, che trova consenso non solo tra chi la preferisce ma anche tra le aziende, che sempre più spesso selezionano le risorse umane scegliendo tra i giovani che hanno formato.

ATTENZIONE: è bene rammentare che il monte ore dedicato all’apprendimento in azienda, non è in alcun modo comparato all’attività lavorativa, e questo è ampiamente chiarito dall’articolo 4 del Dlgs 77/2005.

Funzionamento del sistema duale

Una volta compreso il significato di sistema duale o alternanza scuola-lavoro che dir si voglia, passiamo al suo funzionamento. La cosa fondamentale per entrare a far parte del sistema duale è la comunicazione da parte del sistema scolastico.

Molto si sta facendo in tal senso, e ogni anno gli istituti propongono momenti di incontro per comunicare alle famiglie questo tipo di opportunità.

Dopo aver deciso per questa soluzione, lo studente incontrerà un docente che sarà a tutti gli effetti il suo tutor, un professionista in grado di valutare in quali settori è meglio inserirsi sfruttando le attitudini personali.

Inoltre, è importante anche verificare quali tipi di competenze si desidera sviluppare, per non rischiare che il disinteresse prenda il sopravvento col rischio di mollare gli studi prima di finirli.

La scelta della struttura di formazione o dell’azienda

Dopo aver selto il tipo di percorso di studi, si passa allo step successivo che consiste nella consultazione del Registro Nazionale per l’Alternanza Scuola Lavoro, un passo necessario a verificare quali sono le aziende, gli enti e le strutture di formazione disponibili a dare questo tipo di opportunità.

Il numero dei posti disponibile è un altro elemento da controllare in tempo utile, per non rischiare di non poter accedere.

Una volta che è stata individuato la struttura che fa al caso proprio, si passa al contatto diretto con l’azienda per concordare il primo incontro con lo studente, il tutor interno alla scuola e il tutor interno all’impresa o Ente, che sarà un altro elemento importante in quanto a questa figura professionale è dato il compito di seguire il discente durante il periodo di formazione lavorativa.

Quando lo studente sceglie un Ente o una determinata impresa si arriva al passo finale che consiste nella stipula del Patto Formativo.

All’interno di questo documento sono riportate le norme sul comportamento da tenere, sulla privacy, sulla sicurezza sul luogo di lavoro oltre a norme sul tema antinfortunistica.

Numero di ore previste e valutazione finale

Il numero di ore da dedicare alla formazione lavorativa dipende anche dal tipo di scuola che si è scelta.

Gli istituti tecnici prevedono un percorso di orientamento di 400 ore, mentre i licei di 200 ore ed è rivolto agli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno scolastico.

Alla fine delle ore previste, la scuola e l’azienda/ente/struttura di formazione lavoro, produrranno una valutazione complessiva per ogni singolo studente e consegneranno la certificazione che contiene le competenze sviluppate secondo parametri valutativi di vario grado e genere.

Anche lo studente fornirà una valutazione del suo percorso di alternanza scuola-lavoro, e questi dati sono molto importanti migliorare il sistema in ogni suo aspetto.

Riferimenti

La buona scuola – Dl 107/2015 – scarica il documento dalla Gazzetta Ufficiale

Alternanza scuola-lavoro – Dlgs 77/2005 – scarica il documento dalla Gazzetta Ufficiale

Patto formativoLeggi le info dal Ministero dell’Istruzione