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Attività che non sentono la crisi: ecco i lavori sui quali puoi investire

Esistono attività lavorative che non conoscono crisi?

Fino al periodo precedente l’avvento della pandemia mondiale, la convinzione generale era quella che due settori in particolare non possono conoscere crisi: quello della ristorazione e dell’alimentazione genericamente parlando, e quello delle pompe funebri

Una battuta di vecchio stampo, molto utilizzata quando si voleva far intendere cosa non può crollare a livello economico.

Il secondo settore, purtroppo, non può conoscere crisi per ovvie ragioni, ma il primo – almeno per ciò che riguarda il settore della ristorazione – è entrato  in un vortice preoccupante a causa delle imposizioni di chiusure anticipate delle attività e per il distanziamento sociale.

A parte queste considerazioni, in realtà ci sono mestieri e professioni che valicano anche i peggiori periodi storici a livello economico, e conoscerli può far scoccare la scintilla dell’idea giusta per chi sta cercando di comprendere quale lavoro avviare senza rischiare di chiudere i battenti per i mancati guadagni.

Nei paragrafi che seguono approfondiamo una carrellata di idee e informazioni sulle attività che passano quasi sempre indenni dalle crisi del mercato del lavoro o economiche che si presentano con cadenza periodica.

Data analyst: esperti dell’analisi dei dati

Quella del Data Analyst è una figura professionale sempre molto richiesta dalle imprese nazionali ed estere. Analizzare dati, di qualsiasi genere essi siano, è fondamentale per le aziende per far si che la dirigenza sia messa nella condizione di prendere le decisioni migliori per farla crescere.

Investimenti, andamento aziendale generale, acquisizioni, nuovi progetti: tutto ciò che rappresenta il progredire di un’azienda deve poter essere analizzato preventivamente, avendo però una serie di dati da analizzare che sono utili a trovare le giuste soluzioni.

Per diventare un professionista dell’analisi di dati è necessario seguire una formazione specifica, ma la certezza di trovare una collocazione lavorativa è praticamente certa, sia in Italia sia all’estero.

Come si diventa Data analyst

Il percorso accademico da seguire per diventare data analyst è quello delle Scienze Matematiche e Statistiche. Chi è già in possesso di questo titolo è ovviamente avvantaggiato.

Dopo la laurea, è comunque necessario seguire un corso di specializzazione in analisi dei dati.

Quanto guadagna un data analyst?

Un libero professionista può riuscire, creandosi una rete di collaborazioni, ad arrivare a introiti annui interessanti, che possono superare i 50.000 euro.

Se invece si viene assunti direttamente in azienda il contratto dovrebbe prevedere un primo livello, con uno stipendio – secondo il settore d’impresa – di circa 1.700 euro netti al mese, anche se questo dato non può che essere generale.

Conosci le lingue? Lavora nel settore delle traduzioni

Conoscere bene  una o più lingue straniere può fare la differenza tra essere disoccupati in tempi di crisi e trovare subito lavoro. La traduzione di testi di vario genere è molto richiesta, e non solo nel settore editoriale.

È infatti possibile proporsi per tradurre siti web, depliants o presentazioni di vario genere.

Le alternative possibili sono tre: lavorare come freelance, aprire un’agenzia di traduzione o farsi assumere presso una casa editrice o un’azienda che abbia necessità di questo tipo di figura professionale interna.

Come si diventa traduttori

A parte l’inglese, il tedesco, il francese e lo spagnolo, oggi c’è molta richiesta di traduttori dal e in cinese, russo e arabo.

La laurea in lingue è la porta d’accesso alla professione, ma se si conosce davvero bene una lingua, pur non avendo conseguito il titolo accademico, pian piano ci si può far conoscere se il traguardo è quello di guadagnare come freelance.

Come trovare clienti

Per lavorare come freelance si può inizialmente proporsi con il classico passaparola, oppure sfruttare i canali social per promozionare la propria attività di traduzione di testi.

Altra buona idea è quella di aprire un sito personale e proporsi al grande pubblico, diffondendo poi il sito sempre utilizzando le strategie di web marketing tra social media e altri mezzi di diffusione online.

Quanto si guadagna come traduttore

Gli introiti sono buoni. In Italia i traduttori guadagnano mediamente 25/28.000 euro lordi all’anno quando si è assunti in azienda.

Diverso è il discorso per i liberi professionisti, che possono avere introiti variabili da circa 1.000 euro fino a 2.500 euro mensili, ma tutto dipende dal livello di esperienza, da quanti anni si è nel settore e altri elementi che fanno la differenza tra chi inizia e chi lo fa da anni riuscendo a creare un giro di clientela di un certo livello.

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Cucinare a domicilio

Hai la passione per la cucina? Quando inviti qualcuno a mangiare a casa tua e servi i piatti che hai cucinato ricevi molti complimenti? Potrebbe diventare un mestiere e anche ben retribuito.

Esiste un nuovo trend, molto apprezzato, che è quello di pagare qualcuno che cucini per noi in casa, in occasione di eventi particolari, o anche solo per una cena a due o persino da single.

Dai spazio alla creatività, inventa i tuoi menù, specializzati in un particolare tipo di cucina: potrebbe diventare il lavoro della tua vita.

Per far conoscere la tua attività dovrai ovviamente organizzare una sorta di piano marketing, sfruttando tutti gli strumenti che oggi possono sostenere il lancio sul mercato di una piccola impresa, e con un efficace lavoro di passaparola, se i tuoi manicaretti incontrano l’approvazione di chi li degusta, il gioco è fatto.

All’estero, da diversi anni, questa figura è conosciuta e molto apprezzata.

Canada, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno una tradizione consolidata per ciò che riguarda il servizio di chef a domicilio.

Attenzione però alle normative in vigore, che sono da seguire alla lettera per non finire nei guai col fisco.

Normative in vigore per chi vuole fare lo chef a domicilio

Fare il cuoco a domicilio non rientra in una particolare normativa. Può però essere presa come riferimento la Legge 287/1991 che regola le attività di somministrazione.

Questa Legge dello Stato nel corso degli anni è stata modificata a livello delle varie regioni che hanno fatto in modo di ampliare i settori di riferimento.

Esistono anche alcune distinzioni nel tipo di servizio di somministrazione a domicilio:

  • Attività di catering: in questo caso si forniscono pasti che sono stati preparati all’interno delle cucine di mense scolastiche, enti pubblici o mense aziendali
  • Attività di banqueting: corrisponde alla fornitura di pasti preparati in occasione di feste, banchetti, matrimoni e altri tipi di eventi, e integra anche l’organizzazione e preparazione dei tavoli, del servizio ai tavoli, dei buffet, iniziando dalla scelte delle tovaglie alle posaterie.

Altro punto essenziale è quello relativo al rilascio della certificazione HACCP, per ottenere la quale è necessario sottoporsi a un esame che verte sulle normative inerenti il trasporto e la conservazione dei cibi, oltre alla manipolazione per la preparazione dei pasti.

Non è tutto: è necessario essere muniti dell’autorizzazione comunale, della partita Iva e sarebbe anche consigliabile sottoscrivere una polizza assicurativa contro eventuali danni a cose e persone che possono capitare durante il servizio a domicilio.

Insomma: è proprio come aprire una piccola ma redditizia impresa, che può far guadagnare cifre interessanti secondo il giro di clientela che si riesce a creare.

Ghostwriter: per chi sa scrivere ma non vuole apparire

La figura del ghostwriter, termine che tradotto dall’inglese significa “scrittore fantasma“, non è ancora molto conosciuta in Italia, eppure è presente da anni senza che i lettori, spesso, lo sappiano.

Si tratta di una persona che scrive libri o articoli senza firmarli, in alcuni casi perché essi possono essere pubblicati senza firma, è il caso di certi articoli, oppure perché il libro sarà poi firmato da un personaggio più noto.

Di fatto si tratta di autori che restano però dietro le quinte.

Le piattaforme web per lavorare come ghostwriter

Per iniziare si possono visitare piattaforme web che propongono questo tipo di attività, come per esempio:

Queste piattaforme web, sulle quali ci si può registrare come autore creando gratuitamente un account personale, danno l’opportunità di candidarsi per diverse tipologie di lavori in qualità di ghostwriter, e pagano – generalmente – una somma per singola parola.

È un ottimo modo per fare pratica dedicato a chi è alle prime armi, e per iniziare a guadagnare. Col passare del tempo, e collezionando esperienza sul campo, è possibile proporsi direttamente a qualche casa editrice, a un’azienda oppure a un privato che abbia il desiderio di pubblicare un libro senza essere capace di scriverlo

ATTENZIONE: se si decide di lavorare come liberi professionisti e di proporre la scrittura conto terzi di libri, è fondamentale la conoscenza dell’editing, competenze che possono essere acquisite seguendo appositi corsi professionali.

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Assistente virtuale

Non ha nulla a che vedere con Siri o l’assistente virtuale di Google: anche se c’è di mezzo il termine “virtuale” si tratta di una figura professionale in carne e ossa.

Oggi molte persone hanno dovuto abituarsi al lavoro da remoto dopo l’esplosione della pandemia a livello planetario. Ecco quindi che un assistente che si prenda cura dell’agenda, degli impegni di lavoro, delle telefonate, dell’inoltro di documenti, o di sollecitare pagamenti e altre incombenze, può tranquillamente operare senza recarsi in ufficio.

In Italia si tratta di una figura nuova, importata dagli Stati Uniti dove è conosciuta da molti anni, e che è poi approdata in Europa per poi arrivare nel belpaese.

Quest’attività può essere proposta non solo alle aziende ma anche ai singoli individui, alle startup, ai manager, alle persone con molti impegni ma anche nuclei familiari che necessitino del supporto di un assistente.

Competenze e caratteristiche richieste

Per lavorare come virtual assistant è importante poter dimostrare di avere determinate caratteristiche e competenze, le più importanti delle quali sono:

  • Le doti organizzative
  • La conoscenza di buon livello dell’inglese e preferibilmente di almeno un’altra lingua straniera
  • L’ottima capacità di relazione
  • La conoscenza dell’informatica almeno di base
  • La riservatezza
  • La capacità di problem solving

Attenzione però a non confondere l’assistente virtuale per una/un segretaria/o: è diverso in quanto il virtual assistant è un libero professionista che fornisce servizi di assistenza, personale o aziendale, da remoto, e può lavorare contemporaneamente per più di un committente.

La formazione per diventare assistente virtuale

Non è necessario essere laureati ma è importante seguire percorsi di formazione che mettano nella condizione di saper organizzare il lavoro.

Fondamentale è la conoscenza dell’uso del PC, dei programmi di scrittura e l’uso della posta elettronica ma anche dei software per creare presentazioni – come per esempio Power Point – e in alcuni casi anche di programmi di analisi dei dati.

Quanto si guadagna come virtual assistant

I guadagni dipendono da diversi fattori, primo tra tutti il tipo di rapporto di collaborazione che si instaura con il committente. Inoltre è inutile ribadire che è il livello di professionalità a fare la differenza.

Mediamente si possono raggiungere 1.500/2.000 euro al mese, ma sono cifre di massima, che possono lievitare o diminuire. Ovviamente, se si riesce a creare una rete di clienti i proventi cresceranno.

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità.
Collabora con altre testate di informazione nei settori della macro economia e del fisco.
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa.
Esperta di comunicazione.
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon.

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