Lavoratori.Blog

Bonus Donne Disoccupate 2021: gli incentivi per le aziende

Il Governo continua a lavorare per escogitare misure a sostegno dell’economia nazionale e dei lavoratori italiani.

Bonus e sussidi fanno ormai parte del tessuto socio economico nazionale, e molti di essi sono dedicati proprio alla risoluzione di un problema che rischia di divenire sempre più grave: quello della disoccupazione.

In special modo quando si tratta di donne disoccupate, ci si trova di fronte a un tema ancora più sensibile, in quanto la disparità di genere nel mercato del lavoro italiano, fa registrare ancora una maggiore inclusione degli uomini, con una percentuale del  +17,9% a loro favore.

Per ovviare a questa problematica, e nel tentativo di diminuire la forbice che non rende equa questa situazione, ecco arrivare il Bonus Donne Disoccupate 2021, contenuto nella bozza della Legge di Bilancio 2021, e che offre alle aziende che aderiranno un’interessante agevolazione fiscale, descritta nei paragrafi successivi.

In cosa consiste l’agevolazione fiscale

In questo caso, anche se la denominazione è “Bonus” non si tratta di un’erogazione in denaro diretta alle donne disoccupate, bensì di un’agevolazione fiscale dedicata alle aziende che decideranno di assumere forza lavoro femminile seguendo alcuni criteri che sono esposti nel paragrafo successivo.

Il sostegno alle imprese consisterà in uno sgravio contributivo pari al 100% ed entro un tetto massimo annuo di 6.000 euro. La prima fase sarà a livello sperimentale, ma si ritiene già che la misura sarà replicata anche negli anni successivi.

Ecco quali sono i requisiti necessari per ottenere lo sgravio contributivo

Imprese e datori di lavoro interessati a ricevere lo sgravio contributivo previsto dal Bonus Donne Disoccupate 2021, dovranno quindi rammentare che esso è dedicato ai datori di lavoro che assumeranno:

  • Donne che risiedono nelle regioni del Sud e con uno stato di disoccupazione da almeno sei mesi
  • Donne che risiedono nel resto d’Italia con uno stato di disoccupazione di almeno 24  mesi

Le regole per accedere allo sgravio contributivo riservato alle aziende

Innanzitutto, questo sgravio fiscale è previsto per coloro che decideranno di assumere risorse umane femminili nel biennio 2021/2022.

La stessa Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, durante un recente Consiglio dei Ministri, ha dichiarato l’intenzione di voler sostenere l’accesso al lavoro a questa fascia di popolazione che subisce ancora le disparità di genere, e che in un periodo storico simile rischia di restare esclusa dal diritto inalienabile al lavoro.

I problemi socio-economici attualmente stanno diventando di portata esasperante, con il negativo sostegno di tutto ciò che sta avvenendo a causa della comparsa del Coronavirus. E’ quindi necessario trovare ogni soluzione atta a non lasciare indietro nessuno.

Tornando alle norme per accedere allo sgravio contributivo, le imprese e i datori di lavoro dovranno  seguire le seguenti regole, salvo modifiche prima dell’approvazione della Legge di Bilancio 2021, che eventualmente renderemo note attraverso un aggiornamento:

  • Non si dovrà tenere conto dell’età anagrafica delle donne assunte per non cadere nel difetto di discriminazione
  • Le candidate selezionate per l’assunzione non devono avere in atto nessun tipo di contratto di lavoro regolarmente retribuito
  • Per le donne residenti nelle regioni del meridione sarà necessario dimostrare di essere disoccupate da almeno 6 mesi
  • Per le donne residenti nelle regioni centrali e settentrionali il periodo di disoccupazione dovrà essere pari a 24 mesi

Sgravio contributivo del 100% per chi assume donne

Fatte salve le norme attualmente contenute nella bozza della legge finanziaria 2021, le aziende che assumeranno lavoratrici seguendo i parametri descritti nei paragrafi precedenti potranno ottenere uno sgravio contributivo del 100% secondo le seguenti indicazioni:

  • Lavoratrici assunte con contratto a tempo indeterminato faranno ottenere uno sgravio contributivo per la durata di 18 mesi
  • Per le neo assunte con contratto a tempo determinato, anche se in somministrazione, lo sgravio sarà concesso per la durata di 12 mesi

Conclusioni

Il periodo storico è critico, le misure da escogitare sono molte e spesso di difficile attuazione a causa delle scarse risorse finanziarie a disposizione. Malgrado questo, ogni tentativo di agevolare l’accesso al mercato del lavoro di donne e uomini merita un plauso.

Forse non sarà la soluzione che risolverà ogni criticità su questo tema, ma è l’indicazione del fatto che abbattere il costo del lavoro può compiere il miracolo di diminuire l’impatto della disoccupazione che, a livello nazionale, genera da anni dissesti a effetto domino.

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità.
Collabora con altre testate di informazione nei settori della macro economia e del fisco.
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa.
Esperta di comunicazione.
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon.

Commenta

Seguici su