Dobbiamo adattarci a una lunga serie di cambiamenti nella vita quotidiana e in ogni settore: l’avvento del Coronavirus ha causato la modifica di molte delle cose e azioni che eravamo abituati a vivere. Non esiste un solo elemento della vita umana che non sia passato attraverso l’effetto del virus.

Vita privata, lavoro, studio…tutte le nostre assolute convinzioni, abitudini, conoscenze, dinamiche giornaliere, sono state letteralmente sconvolte e ribaltate.

A causa del distanziamento sociale non si possono più gestire molte cose come prima dell’avvento dell’emergenza sanitaria. Le conferenze stampa? Si fanno da remoto. Così come le lezioni per gli studenti, le riunioni di lavoro, e persino i concorsi pubblici.

Ebbene sì, anche i concorsi pubblici si terranno attraverso la gestione da remoto utilizzando le tecnologie digitali. Nei paragrafi successivi scoprirai perché e come si svolgeranno.

Decreto rilancio e concorsi pubblici

Tra i decreti del Presidente del Consiglio varati dopo l’arrivo del Coronavirus, ne esiste uno recente, il Decreto Rilancio DL 34/2020 – che al suo interno contiene molte misure dedicate al rilancio dell’economia nazionale. Tra di esse, una è dedicata proprio ai concorsi pubblici, che nel rispetto delle regole di distanziamento sociale, ancora in atto nel nostro paese per scongiurare il rischio di diffusione del virus e di eventuali nuovi focolai, cambieranno del tutto aspetto, almeno in via sperimentale fino al 31 Dicembre 2020.

In particolare negli articoli del Decreto Rilancio che vanno dal 237 a 240 del Capo XII (Sezione I e II) viene trattato l’argomento di tutte le novità previste in merito al tema in questione.

Esiste però un secondo aspetto alla base della digitalizzazione dei concorsi pubblici, ed è la semplificazione. Non va dimenticato che, a parte l’emergenza sanitaria, era comunque stato avviato da tempo il processo di digitalizzazione a livello nazionale specialmente nel settore della pubblica amministrazione.

Ecco quindi che, in qualche modo, il Coronavirus ha velocizzato alcuni processi digitali che ancora faticavano a essere avviati in Italia, nazione europea che era rimasta indietro rispetto agli altri stati membri. Un punto positivo in una situazione dai risvolti tragici…

Ecco cosa cambierà

Fino al 31 dicembre 2020, dunque, i concorsi pubblici si terranno con modalità differenti rispetto alla norma. Tra le principali novità ecco le più rilevanti:

  • Le procedure concorsuali si terranno presso le sedi decentrate ma potranno essere svolte anche da remoto
  • Per individuare la sede dello svolgimento delle prove si terrà conto anche della provenienza territoriale dei candidati
  • I plessi scolastici di università, scuole e strutture di vario tipo, pubbliche e private, potranno essere utilizzati come sede dei concorsi
  • Per quanto concerne le prove orali esse potranno svolgersi in videoconferenza  
  • Chi intende partecipare dovrà inviare la domanda di partecipazione entro 15 giorni dalla pubblicazione del relativo bando sulla Gazzetta Ufficiale ed esclusivamente con l’invio online utilizzando la piattaforma web appositamente realizzata
  • È obbligatorio che i candidati siano in possesso di una PEC – Posta Elettronica Certificata – ed essere titolari di uno SPID, il Sistema Personale di Identificazione Digitale, per accedere alla piattaforma online

I nuovi requisiti per partecipare a un concorso pubblico

Al fine di limitare il numero dei candidati ammessi ai test di accesso, si è pensato di selezionare le persone in base a nuovi e più specifici requisiti. Questo permetterà di scegliere persone con competenze maggiormente affini alle necessità della pubblica amministrazione.

Anche la selezione avverrà esclusivamente in modalità digitale.

Viene inoltre introdotta la verifica delle soft skill, metodo già ampiamente utilizzato dai selezionatori di risorse umane, ma non ancora applicato nei concorsi pubblici.

Con questo termine si intendono le attitudini della persona, riferite per esempio alla sua capacità di saper lavorare sotto stress, o di essere rispettosa dei tempi di consegna di un lavoro o, ancora, la capacità di saper lavorare in team.

Ecco cosa ha dichiarato il ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone: “Vorrei che nei futuri bandi, a parità di condizione tra due candidati, nel corso della prova orale, si valutasse anche la capacità di lavorare in gruppo, di adattarsi, di gestire lo stress” e se il candidato “è una persona che ha il senso dello Stato, se tiene al bene comune”.

Non solo: si chiede anche, in fase di candidatura, di spiegare il motivo per cui si è deciso di partecipare al concorso, oltre alla eventuale disponibilità alle trasferte e le competenze informatiche di cui si è in possesso.

Concorsi già banditi

Secondo quanto previsto dall’articolo 238 del DL Rilancio, la Ripam, Commissione per l’attuazione del Progetto di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni, su richiesta delle amministrazioni di riferimento, ha facoltà di modificare le modalità di svolgimento degli esami, anche l’utilizzo esclusivo di strumenti informatici collocati in sedi decentrate.

Per i concorsi pubblici che sono già stati banditi, e per cui le prove pre-selettive sono state già espletate, la RIPAM ha facoltà di modificare, su richiesta delle amministrazioni di riferimento, le modalità di svolgimento degli esami e anche decidere per l’utilizzo esclusivo di strumenti informatici collocati nelle sedi decentrate.

Nessuno sbarramento: parola di ministro…

Infine, ecco un’ulteriore novità: il ministro Dadone ha confermato che per l’ammissione ai concorsi pubblici non esisteranno sbarramenti in merito a limiti di età, ai titoli scolastici e ai voti di laurea. Nemmeno le certificazioni linguistiche o di altro genere saranno necessarie.