Uno dei momenti tra i più importanti della vita, è quello in cui, finito il percorso delle scuole primarie, si inizia a pensare a quale tipo di diploma si intende conseguire.

L’articolo 34 della Costituzione prevede il diritto universale allo studio, e sostiene questo diritto attraverso l’erogazione di borse di studio e altre provvidenze per gli studenti meno abbienti.

Si sostiene inoltre, nel capitolo che parla di lavoro, il diritto a scegliere una mansione lavorativa in linea con le proprie propensioni.

Purtroppo, nel corso degli ultimi anni e in special modo dall’avvento della crisi economica, tutto questo suona come un pugno nello stomaco. Non sempre, infatti, si può seguire la propria ambizione ed è consigliabile studiare a dovere la situazione reale, cercando di comprendere a fondo quali sono le richieste del mercato del lavoro.

In questo periodo storico, per esempio, con lo sviluppo della tecnologia, del settore digitale e con l’avvento dell’intelligenza artificiale, nuove figure professionali sono richieste rispetto al passato.

Per ovvie ragioni, quindi, è bene maturare l’idea che piuttosto che iscriversi a un liceo, la decisione migliore per trovare lavoro dopo il diploma può essere rappresentata dallo scegliere un differente percorso diverso.

In questo articolo approfondiamo il tema dei diplomi che, meglio di altri, possono garantire maggiori opportunità di collocamento al lavoro.

Studiare secondo le richieste del mercato

Una recente indagine, sviluppata dal progetto toscano Almadiploma, fa comprendere meglio la situazione e può far riflettere famiglie e studenti su quale sia la scelta migliore per non disperdere tempo, energie e denaro inutilmente.

Il realismo deve far da padrone per non rischiare di ottenere il famoso “pezzo di carta” che poi resta tristemente attaccato al muro.

Secondo questo recente studio, che ha anche coinvolto oltre 100.000 studenti che si sono diplomati negli anni 2011, 2013 e 2015, la prima cosa che si scopre è proprio l’esito fallimentare degli studi intrapresi.

Nel 45% dei casi, infatti, i partecipanti al sondaggio hanno dichiarato di aver scoperto in ritardo di aver scelto l’indirizzo di studi errato. Il motivo? Essersi fatti influenzare sia dai familiari che dagli insegnanti delle scuole medie. È un primo indizio molto utile per convincere se stessi che, più che le ambizioni, oggi contano la concretezza e la capacità di saper cogliere le evoluzioni del mercato del lavoro.

Stage e tirocini aumentano la possibilità di trovare lavoro

Chi segue un tirocinio o accetta di lavorare attraverso la formula dello stage, può avere il 60% di opportunità in più di trovare lavoro. Anche chi decide di passare un periodo di studio all’estero è agevolato, e dall’indagine in questione emerge che gli studenti che nel proprio curriculum possono vantare questo tipo di esperienza, le chance aumentano del 31%.

studiare

Quanto tempo passa prima di trovare lavoro secondo il diploma conseguito

Per togliere ogni dubbio al lettore, ecco le percentuali di successo – che tradotto significa aver conquistato un posto di lavoro – secondo i vari percorso di studio a uno, tre e cinque anni dal diploma:

Dopo un anno:

  • I diplomati al liceo trovano lavoro per il 25%
  • I diplomati degli istituti tecnici trovano lavoro per il 42%
  • I diplomati degli istituti professionali trovano lavoro per il 48%

Dopo tre anni:

  • I diplomati al liceo trovano lavoro per il 32%
  • I diplomati degli istituti tecnici trovano lavoro per il 53%
  • I diplomati degli istituti professionali trovano lavoro per il 59%

Dopo cinque anni:

  • I diplomati al liceo trovano lavoro per il 41%
  • I diplomati degli istituti tecnici trovano lavoro per il 62%
  • I diplomati degli istituti professionali trovano lavoro per il 69%

Senza dubbio chi sceglie un percorso di studi tecnico o professionale ha maggiori garanzie di trovare lavoro e in tempi brevi.

I diplomi maggiormente richiesti dalle aziende

A questo punto entriamo nel vivo della questione: quali sono i diplomi da prendere in considerazione per trovare lavoro?

Ecco la classifica:

  • Diploma servizi commerciali
  • Diploma costruzioni, ambiente e territorio
  • Diploma di dirigente di comunità
  • Diploma liceo socio-psico-pedagogico
  • Diploma servizi commerciali
  • Diploma costruzioni, ambiente e territorio
  • Diploma di perito meccanico
  • Diploma di perito agrario
  • Diploma di geometra
  • Diploma di amministrazione, finanza e marketing
  • Diploma di trasporti e logistica
  • Diploma di perito turistico

Come è chiaro, tutti i diplomi a indirizzo tecnico sono favoriti dalle aziende.

Il motivo è logico: con i nuovi processi interni aziendali, basati sulla tecnologia e l’informatica, le risorse umane maggiormente necessari per poter garantire il funzionamento dei processi interni.

Ecco perché, anche se si hanno ambizioni di altro genere, è meglio valutare un percorso di studi che magari si avvicini alle proprie predisposizioni, ma che non si discosti troppo dalle competenze richieste dal mercato del lavoro, pena lunghi periodi di disoccupazione o, peggio, dover ripiegare su lavori che non vanno d’accordo con la soddisfazione personale.

Il sistema duale

Tra le peculiarità dei percorsi di formazione tecnica e professionale, una tra le più importanti è rappresentata dal sistema duale. Questo sistema consiste nel suddividere le ore di formazione dedicandone alcune – durante il corso dell’anno – alla formazione on the job.

In pratica, lo studente si reca presso un’azienda per imparare facendo pratica. Anche per questa ragione le aziende prediligono l’assunzione di diplomati di questo tipo: sanno che, oltre la teoria, c’è di più.

Anche denominato sistema di alternanza scuola-lavoro, è previsto dall’art. 4 della legge 53/2003. Il sistema è sviluppato in sinergia tra gli istituti di formazione e le aziende ospitanti.

Grazie a una legge successiva, la 107/2015 o Buona Scuola, gli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno, degli istituti professionali e tecnici devono, obbligatoriamente, maturare un monte ore di alternanza pari a 400.

Chi studia nei licei ha un monte ore limitato a 200 da svolgere durante il triennio.