Lavoratori.Blog
centro bellezza

Professione Estetista: formazione e opportunità di lavoro

Il lavoro dell’Estetista appartiene al novero dei mestieri che non conoscono crisi. Infatti, all’interno della società moderna riveste un ruolo di importanza crescente la cura del proprio aspetto fisico, sia nei confronti di sé stessi che nei confronti delle persone che ci circondano. La cura di sé risponde, pertanto, ad esigenze di due ordini differenti: il perseguimento del benessere personale e il favorire una migliore inclusione sociale.

L’Estetista, pertanto, assume un ruolo sempre più importante soprattutto in considerazione della scarsità di tempo a nostra disposizione, che spesso ci impedisce di svolgere, o ci obbliga a rinviare, numerosi impegni quotidiani.

Il rivolgersi all’Estetista segnala, comunque, la tendenza a non voler rinunciare ad uno stile di vita in cui aspetto e benessere interiore sono intimamente legati in un vincolo inscindibile.

Come si diventa Estetista

La Legge di riferimento è la L. 4 gennaio 1990, n. 1, contenente la disciplina dell’attività di estetista, pubblicata nella G.U. del 5 gennaio 1990, n. 4. Ai sensi dell’art. 3, “La qualificazione professionale di estetista si intende conseguita, dopo l’espletamento dell’obbligo scolastico, mediante il superamento di un apposito esame teorico-pratico preceduto dallo svolgimento:

  1. Di un apposito corso regionale di qualificazione della durata di due anni, con un minimo di 900 ore annue; tale periodo dovrà essere seguito da un corso di specializzazione della durata di un anno oppure da un anno di inserimento presso una impresa di estetista;
  2. Oppure di un anno di attività lavorativa qualificata in qualità di dipendente, a tempo pieno, presso uno studio medico specializzato oppure una impresa di estetista, successiva allo svolgimento di un rapporto di apprendistato presso una impresa di estetista, come disciplinato dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni ed integrazioni, della durata prevista dalla contrattazione collettiva di categoria, e seguita da appositi corsi regionali, di almeno 300 ore, di formazione teorica, integrativi delle cognizioni pratiche acquisite presso l’impresa di estetista;
  3. Oppure di un periodo, non inferiore a tre anni, di attività lavorativa qualificata, a tempo pieno, in qualità di dipendente o collaboratore familiare, presso una impresa di estetista, accertata attraverso l’esibizione del libretto di lavoro o di documentazione equipollente, seguita dai corsi regionali di formazione teorica di cui alla lettera b). Il periodo di attività di cui alla presente lettera c) deve essere svolto nel corso del quinquennio antecedente l’iscrizione ai corsi di cui alla lettera b).

L’attività di Estetista può essere svolta in forma di impresa, come ditta individuale o società, oppure in forma autonoma. L’estetista se in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4 della L. 443/85, è tenuto ad iscriversi all’albo provinciale delle imprese artigiane.

Cosa fa l’estetista

Il contenuto professionale dell’attività di estetista, comprende “tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti.” Tale attività può essere svolta attraverso tecniche manuali oppure mediante l’ausilio di apparecchi elettromeccanici per uso estetico – puntualmente individuati con elenco allegato alla stessa legge – oppure con l’applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla L. 713/86.  

Quindi, l’estetista può svolgere tutte le attività come: pulizia ed i trattamenti del viso; trattamenti del corpo; massaggi del viso e del corpo; depilazione; manicure e pedicure; trucco. Mentre non può svolgere tutte quelle attività dirette in modo particolare ed esclusivo a fini di tipo terapeutico come, ad esempio, tutte quelle attività di tipo sanitario che rientrano nell’area della medicina, anche estetica.

centro estetico

Come aprire un centro estetico

La principale meta turistica e non, per soggiorni brevi o lunghi, organizzati o last minute si conferma essere, sempre più spesso, il centro estetico o centro benessere. Lavorano non stop i centri abbinati ad un hotel o villaggio turistico, perché oggi più che mai il centro estetico/benessere è divenuto il luogo dove si ricaricano le energie, si elimina lo stress, si ritrova il benessere psico-fisico e ci si prende cura di sé. Il centro estetico ha rilevato, di recente, l’interesse anche dei clienti maschi a riprova che i trattamenti estetici non sono le attività preferite dalle sole donne.

Anche se la concorrenza è importante, un centro estetico se ben posizionato può essere un ottimo investimento. Gli aspetti da considerare sono molteplici:

Servizi offerti

L’offerta di servizi in abbinamento con prodotti. I trattamenti offerti alla clientela devono comprendere tutta la gamma che va dalla detersione e pulizia, ai massaggi, al trucco, al trattamento delle unghie, alla depilazione, alla cura dell’abbronzatura. A seconda dello spazio disponibile si può pensare alla sauna e a dei veri e propri percorsi dedicati a varie parti del corpo. I servizi si completano con la vendita di prodotti professionali, per invogliare il cliente a continuare i trattamenti anche a casa.

Creare la clientela

La fidelizzazione del cliente. La qualità e la varietà dell’offerta deve essere valutata alla luce dell’evidenza che, per raggiungere risultati soddisfacenti, i trattamenti vanno ripetuti per un certo periodo di tempo. Pertanto, sistemi come tessere da ricaricare con credito e/o trattamenti in omaggio faranno la felicità dei clienti predisposti a ritornare.

Dove aprire il centro estetico

La posizione del locale. La migliore posizione per un centro estetico di medio-piccole dimensioni, che offra i servizi più gettonati, è sicuramente molto vicino ai centri direzionali con uffici, sale congressi e via dicendo. La vicinanza, infatti, tra il luogo in cui è maggiore il tasso di stress da lavoro correlato e il centro estetico è un’accoppiata vincente, anche in considerazione del poco tempo che gli impiegati hanno a disposizione, svolgendo spesso orario continuato. Altre variabili da valutare saranno la disponibilità di parcheggi e la distanza da fermate di trasporto pubblico di linea.

La formazione

Requisiti e qualifiche. Il centro estetico deve essere diretto dalla persona in possesso delle qualifiche professionali richieste. Pertanto, se non si vuole conseguirle per sé stessi, si può sempre pensare di assumere personale qualificato e limitarsi a gestire l’attività economica nel suo complesso, senza avere contatti diretti con la clientela.

Lo stile del centro

Lo stile. Dal personale che ci lavora, all’arredamento e alla musica dei locali, tutto deve favorire il rilassamento dell’individuo. Quindi, si consiglia lo stile minimal in cui è da preferire l’essere all’avere.

La burocrazia

Gli adempimenti burocratici vanno considerati a parte, perché sono comuni a molte attività. In sintesi, bisognerà procedere all’iscrizione al Registro delle imprese e all’Agenzia delle Entrate. Ottenuta la partita iva, sarà necessario ricevere il nulla osta sanitario da parte dell’ASL in tema di igiene e salute e il sopralluogo dei vigili del fuoco, per verificare gli aspetti relativi alla sicurezza e alla prevenzione incendi.

Quanto costa aprire un centro estetico

Il budget iniziale (che può oscillare tra i 20 e i 30 mila euro) dovrà prevedere tutte le spese necessarie per l’apertura, dall’affitto del locale, alle attrezzature, al personale eventualmente assunto. Sono due le opzioni per cercare di risparmiare: l’affiliazione ad una catena in franchising oppure l’abbinamento con un salone di parrucchiere, utile per dividere le spese e, contemporaneamente, avere un ritorno in termini di clientela.

Infine, non bisogna sottovalutare l’eventuale possibilità di ottenere sgravi fiscali, contributi a fondo perduto o altre agevolazioni nazionali o regionali riservate all’apertura di nuove attività, all’imprenditoria femminile e giovanile. 

Per quanto riguarda i guadagni, il settore della bellezza e benessere è in costante crescita e, se si è bravi imprenditori, garantisce un soddisfacente ritorno economico destinato a durare nel tempo.

Anna

Blogger e collaboratrice del network PUNTO Blog. Mi occupo principalmente di salute, diritti del lavoro e tutela dei consumatori.

Commenta

Seguici su