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Diventare insegnante della scuola primaria: formazione, concorsi e prospettive di carriera

Il lavoro dell’insegnante è un mestiere comune al quale in molti ambiscono. In realtà di comune c’è ben poco, visto che gli insegnanti hanno un ruolo attivo e di grande responsabilità nella formazione e nello sviluppo delle generazioni future. È un lavoro che deve piacere, in primo luogo, e al quale è necessario esserci portati. Infatti, un buon insegnante, oltre alle doti di pazienza e perseveranza che devono caratterizzarlo, deve avere anche innate quelle capacità comunicative e di condivisione del sapere che diventano cruciali per i giovani e per la società del domani.

L’insegnante, in aggiunta a queste caratteristiche, deve possedere anche un costruttivo spirito critico che stimoli la crescita e non la fermi. La funzione sociale da loro svolta è di eccezionale importanza e, spesso e per fortuna, non si limita all’ambito strettamente relativo all’istruzione scolastica, ma comprende la formazione e la valorizzazione dell’individuo all’interno della società, secondo parametri che possono variare a seconda del “metodo” ma che, in ogni caso, devono essere sintomatici di una funzione educativa. Ciò è ancora più vero nei primi gradi di istruzione, come nel caso della scuola primaria.

I requisiti

Per diventare insegnante della scuola primaria, che corrisponde al primo livello di studio dell’istruzione obbligatoria e comunemente ancora denominata elementare, è necessario possedere specifici requisiti previsti dalla normativa vigente in materia. Il titolo di studio è uno di questi. Infatti, è richiesto di:

  • Aver conseguito il Diploma di Istituto Magistrale o il Diploma di Liceo psico-pedagogico entro e non oltre l’anno scolastico 2001-2002;
  • Essere in possesso della Laurea Magistrale in Scienze della formazione primaria, di vecchio o nuovo ordinamento.

La riforma ha, quindi, introdotto l’obbligatorietà del titolo di studio universitario specifico a decorrere dall’anno 2003. Tali titoli di studio sono abilitanti all’insegnamento e permettono di accedere ai concorsi pubblici. Sono, inoltre, sufficienti per richiedere l’inserimento nelle graduatorie di Istituto di II Fascia, ai fini dell’attribuzione delle supplenze.

Il percorso da seguire

L’abilitazione all’insegnamento si ottiene dopo aver svolto il TFA cioè il Tirocinio Formativo Attivo della durata di un anno. In base al D.M. n. 249/10 e successive modifiche, possono accedere al TFA coloro che sono in possesso dei titoli di studio abilitanti all’insegnamento entro la data di scadenza delle iscrizione ai test di accesso, fissata ogni anno con decreto.

Il TFA è un corso universitario, a numero chiuso e con test di accesso, che permette di conseguire l’abilitazione necessaria ed è strutturato in tre gruppi di attività per un totale di 1500 ore. Terminato il TFA si deve sostenere l’esame di abilitazione all’insegnamento.

L’immissione in ruolo dei docenti abilitati avviene secondo due canali distinti, con un peso del 50% per ciascuna modalità:

  • Secondo le graduatorie di merito conseguenti al concorso pubblico;
  • Mediante scorrimento delle graduatorie ad esaurimento (GAE), per chi ha già l’abilitazione.

Resta fermo che, attualmente, l’unico canale di reclutamento del personale è il concorso per titoli ed esami. I concorsi sono nazionali e vengono banditi a livello regionale.

Nelle graduatorie ad esaurimento trovano posto i docenti abilitati in attesa si venire immessi in ruolo, quindi assunti a tempo indeterminato. Le graduatorie si chiamano ad esaurimento, perché restano valide solo per le nomine in ruolo nella misura del 50% dei posti annualmente assegnabili, in quanto non è più possibile richiedervi l’iscrizione. Le GAE, suddivise in tre face a seconda dell’ordine di priorità dell’aspirante docente, vengono anche utilizzate per assegnare le supplenze annuali.

Come iniziare

Un modo per iniziare è proporsi per le supplenze. A questo proposito rivestono particolare importanza le graduatorie di istituto, suddivise anch’esse in tre fasce a seconda del possesso o meno dell’abilitazione e dell’essere iscritti o meno nelle GAE. Le supplenze permettono di introdursi nel mondo della scuola e di acquisire punteggio utile ai fini delle graduatorie per il passaggio in ruolo. Le graduatorie d’istituto, aggiornate ogni tre anni, vengono utilizzate per consentire l’accesso a:

  • Supplenze annuali e temporanee, fino alla fine dell’anno scolastico e per posti che non sia stato possibile assegnare a docenti iscritti nelle GAE;
  • Supplenze temporanee per la sostituzione in caso di assenza del personale docente;
  • Supplenze per la copertura di posti divenuti disponibili dopo il 31 dicembre dell’anno.

Un’alternativa è proporsi presso una scuola privata oppure paritaria, cioè quella che svolge servizio pubblico e che garantisce le medesime condizioni, le stesse procedure e il rilascio di un titolo di studio equivalente ed avente valore legale, come quello della scuola pubblica.

Questa possibilità permetteva di avviare un percorso più semplificato rispetto all’accesso alla scuola pubblica, perché la Riforma della Buona Scuola contemplava la possibilità della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici. Sembra, però, che l’attuale governo abbia in corso alcune modifiche che sarebbero destinate ad eliminare questa possibilità.

Ad ogni modo, con Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2018 è stato autorizzato il Concorso Straordinario che è finalizzato al “reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno indetto ai sensi dell’articolo 4, comma 1-quater, lettera b), del decreto-legge n. 87 del 12 luglio 2018, convertito con modificazioni dalla legge n. 96 del 9 agosto 2018 Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”. 

La domanda di partecipazione può essere presentata dalle ore 9.00 del 12/11/2018 fino alle ore 23.59 del 12/12/2018. In ogni caso visitando il sito del MIUR, sezione scuola, si possono ottenere tutte le informazioni utili circa l’avvio alla professione di insegnante di scuola primaria oltre a tutte le novità sui futuri concorsi ai quali poter partecipare.

scuola elementare

Considerazioni

Il lavoro dell’insegnante è molto ambito, perché permette di seguire orari molto regolari, consente di avere del tempo libero in particolare nel periodo estivo e, soprattutto, procura un costante arricchimento intellettuale ed emotivo visto che nella scuola primaria si ha a che fare con alunni dai 5 agli 11 anni.

La motivazione è un elemento fondamentale per il buon esito del vostro progetto oltre, naturalmente, l’essere in possesso dei requisiti richiesti dalla legislazione vigente. Bisogna tuttavia considerare che il mondo della scuola è ancora ricco di insegnanti precari perché, a meno che non si costruiscano nuove scuole, i posti sono quelli e per l’immissione in ruolo in una particolare sede, a volta bisogna attendere che quel posto “si liberi” per il raggiungimento dell’età pensionabile.

Da considerare, anche, che spesso si è costretti ad allontanarsi definitivamente da casa per ottenere un contratto a tempo indeterminato. Da ultimo, bisogna avere ben presente che gli stipendi non solo il massimo. Infatti, in assenza di anzianità di servizio, per la scuola primaria e dell’infanzia lo stipendio base lordo si aggira intorno ai 20.000 euro all’anno.

Ma sappiamo bene che chi sceglie questa professione lo fa per passione e non per l’aspetto puramente economico, che comunque è destinato a crescere nel tempo e, ci si augura, possa essere adeguato presto ad un livello più accettabile, come se ne parla da tempo.

Anna

Blogger e collaboratrice del network PUNTO Blog. Mi occupo principalmente di salute, diritti del lavoro e tutela dei consumatori.

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