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Professionisti della parola: una carriera come logopedista

Professionisti della parola ma senza essere scrittori o giornalisti? Si, è possibile, se si intende un professionista del settore sanitario esperto nella riabilitazione del linguaggio e della voce, sia negli adulti sia nei bambini: il logopedista.

Ma non è tutto, perché il logopedista si occupa anche dei disturbi dell’apprendimento, della lettura, del calcolo matematico, che possono anche essere collegati agli effetti collaterali di altre patologie o di effetti post traumatici.

Un esempio tra i più noti è quello delle persone colpite da ictus che devono riappropriarsi della capacità di parlare. O anche delle persone che sono state intubate per un lungo periodo e quindi, per motivi meccanici, hanno difficoltà a usare la voce.

Anche in caso di patologie neurologiche il logopedista interviene per aiutare il paziente a sviluppare, o a ritrovare, la capacità di parlare.

Nel corso degli anni si è verificato un aumento delle patologie neurologiche, neuropsicologiche, di disturbi dell’apprendimento, ritardi mentali, effetti post traumatici, balbuzie e molti altri casi ancora, sia nella fascia di età infantile sia tra gli adulti, e questo dilagare di effetti sulla parola e sulla psiche ha provocato una maggiore necessità del numero di professionisti nel settore della logopedia.

Ecco perché, se hai interesse nelle professioni sanitarie e una naturale predisposizione alla cura dei tuoi simili, questa potrebbe essere una grande opportunità professionale per te.

Una piccola curiosità: logopedia deriva dai due termini greci logos (parola) e paideia (educazione). Fusi insieme i due termini prendono il significato di educazione alla parola, al parlare.

Nei prossimi paragrafi potrai scoprire tutto ciò devi sapere se stai riflettendo sull’opportunità di fare questo tipo di scelta professionale: dal percorso di studi agli sbocchi lavorativi, con informazioni sull’entità dei guadagni e altre informazioni anche in ambito normativo.

Cosa fa un logopedista

Prima di scegliere di diventare logopedista, è bene comprendere di cosa si occupi questa importante figura professionale del panorama sanitario.

Si tratta di un mestiere molto utile e delicato, che porta grandi risultati in persone di ogni età colpite da patologie neurologiche, post traumatiche o ancora, con problemi neuropsicologici, neuro comportamentali, disturbi fonetici oppure otorinolaringoiatrici.

In quale maniera il logopedista può supportare e curare questo tipo di disturbi e patologie? Attraverso un’analisi attenta delle condizioni che hanno portato a quel tipo di disturbo, che presuppone quindi uno studio approfondito dell’individuo al fine di personalizzare la cura.

Dopo aver stabilito il tipo di problema che affligge il paziente e le motivazioni che portano al deficit, il logopedista crea un piano di cura personalizzato che, a seconda dei casi, comprende le seguenti attività:

  • esercizi di consapevolezza vocale;
  • esercizi di riabilitazione alla deglutizione;
  • rieducazione funzionale;
  • riabilitazione cognitiva.

Quelle appena elencate sono solo alcune delle terapie che un logopedista fornisce ai propri pazienti, ma possono aiutarti a comprendere meglio l’area di azione terapeutica.

Il percorso di studi per diventare logopedista

Se stai riflettendo sulla decisione di diventare logopedista e sei nel periodo della vita in cui devi anche affrontare la scelta del percorso di studi universitari da intraprendere, hai necessità di una serie di informazioni che potranno farti valutare meglio la questione.

Secondo l’ordinamento italiano, per diventare logopedista è necessario conseguire una laurea triennale in logopedia.

Alla fine del triennio ci si sottopone a un esame di Stato che abilita all’esercizio della professione.

Il conseguimento della laurea triennale non farà di te un medico bensì un professionista del settore delle professioni sanitarie.

Vediamo di seguito i passi per iniziare il percorso di studi.

Il test di ammissione nelle professioni sanitarie

Per accedere al corso di laurea dovrai prima sottoporti al test di ammissione nelle professioni sanitarie perché nel nostro ordinamento questo tipo di accesso è a numero chiuso.

Il test è di fatto un esame composto da domande su temi diversi, che servono a verificare se i candidati sono in possesso di conoscenze di base su materie che saranno oggetto di approfondimento: ecco le materie del test di ammissione

  • Cultura generale;
  • Matematica;
  • Fisica;
  • Chimica;
  • Biologia;
  • Logica.

Solo se passerai il test potrai iscriverti al corso universitario per conseguire il titolo accademico che ti aprirà le porte della professione di logopedista.

La laurea in logopedia

Le materie di studio del corso di laurea triennale in logopedia sono appassionanti e complesse, e ti metteranno nella condizione di poter approcciare patologie difficili, che hanno a che fare con il sistema neurologico, psicologico e post traumatico dei pazienti.

Per tale ragione è assolutamente necessaria un’approfondita preparazione in queste scienze:

  • biologia;
  • morfologia;
  • fisiologia;
  • filosofia;
  • linguistica;
  • otorinolaringoiatria;
  • pedagogia;
  • neuropsichiatria;
  • psicologia;
  • scienze logopediche applicate;
  • medicina e chirurgia;
  • nozioni di sanità pubblica e scienze interdisciplinari.

Inoltre, sono previsti tre periodi di tirocini curricolari obbligatori, uno all’anno, che permettono allo studente e futuro professionista di entrare in contatto con la professione vera e propria.

Al termine dei tre anni di università il futuro logopedista deve anche sostenere una prova finale che ha valore di esame di Stato, abilitante all’esercizio della professione. Il mancato successo dell’esame di Stato non permette di accedere alla discussione della tesi finale, bloccando di fatto la fine del percorso universitario.

I titoli equipollenti

Nel corso degli anni il Ministero della Sanità ha decretato l’equipollenza di alcuni titoli accademici conseguiti precedentemente all’istituzione del percorso Universitario, e questo per semplificare l’accesso al mondo del lavoro di coloro che sono in possesso di un titolo non accademico ma dello stesso valore della laurea.

Nel caso dei logopedisti una serie di modifiche al DL 502/1992 determinò un iniziale riordino delle professioni sanitarie e ha equiparato alcuni titoli accademici alla laurea in logopedia. Queste modifiche sono state utili a modernizzare il quadro normativo tra le lauree del nuovo ordinamento e i vecchi diplomi universitari.

Per approfondire il tema dei titoli equipollenti per chi desidera diventare logopedista, ecco il documento ufficiale del Ministero della Salute che elenca tutte le informazioni utili in tal senso: Titoli equipollenti per i logopedisti

La opportunità professionali per il logopedista

Il discorso più importante, a questo punto, è determinato dagli sbocchi professionali. Dopo aver conseguito il titolo accademico, che opportunità esistono per i logopedisti? Diverse, e la richiesta di questa figura professionale è in netta crescita.

Si può lavorare come dipendente di un ospedale o di una clinica, in RSA o ambulatori, oppure come libero professionista. I centri di riabilitazione pubblici e privati sono i luoghi di elezione per questi professionisti.

Esistono anche altre possibilità, perché un logopedista può scegliere di concentrare la sua professione sull’attività di ricerca e studio o di insegnamento, conseguendo, ad esempio master di I o II livello, laurea magistrale o dottorato di ricerca.

Libera professione e adempimenti fiscali

Hai deciso di metterti in proprio e di aprire uno studio per lavorare come logopedista oppure insieme ad altri specialisti? Benissimo, ma ricorda che dovrai adempiere ad alcuni obblighi fiscali prima di iniziare l’attività professionale.

Il primo passo che dovrai compiere sarà quello di dichiarare l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate, che corrisponde all’apertura della tua partita Iva per emettere le fatture.

Il tipo di partita Iva che devi richiedere è quello dedicato alle persone fisiche. Attualmente non esiste in Italia un codice ADECO dedicato ai logopedisti, per cui ecco quello che viene utilizzato da questa categoria di liberi professionisti:

  • 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti

In considerazione del fatto che sei all’inizio del tuo percorso professionale il fisco italiano permette, a chi ha introiti annuali fino a un massimo di 65.000 euro, di scegliere il regime forfettario.

Si tratta di un regime fiscale semplificato e vantaggioso per chi non supera certi redditi annui e che attraverso il versamento di un’unica imposta sostitutiva al 15% calcolata sul reddito imponibile, risolve con semplicità gli adempimenti fiscali.

E’ comunque consigliabile prendere un appuntamento con un buon commercialista che saprà darti tutte le informazioni e i consigli migliori per il tuo caso specifico e le tue necessità in ambito fiscale.

ATTENZIONE: la dichiarazione di inIzio attività deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’avvio della professione.

Federazione Logopedisti Italiani

Non è ancora stato istituito un ordine nazionale per i logopedisti che quindi si sono riuniti, dapprima spontaneamente e poi come unica alternativa per ottenere una regolamentazione riconosciuta, sotto la Federazione Logopedisti Italiani che opera da anni per il riconoscimento della professione sotto tutti gli aspetti normativi.

I logopedisti che desiderino iscriversi possono accedere al modulo di adesione online e compilarlo con i dati richiesti.

I guadagni

A parte la passione per il tipo di professione che si sceglie di svolgere, è ovviamente necessario che essa sia fonte di guadagno. Quali sono i proventi di un logopedista, quindi?

In considerazione del fatto che si tratta di un tipo di specializzazione che può essere svolta in ambito pubblico o privato, come dipendente o libero professionista, non si può determinare con esattezza l’ammontare degli emolumenti. Essi dipendono, infatti, da diversi fattori.

Si può però analizzare quale può essere lo stipendio sulla base della media nazionale di un logopedista che lavori in un ospedale pubblico e che sia all’inizio della carriera. In questo caso il mensile si attesta su circa 1.300/1.500 euro, che con l’anzianità di servizio può arrivare a 2.000/2.300 euro al mese.

Se invece si sceglie di aprire uno studio privato o di appoggiarsi a uno già aperto da altri, gli introiti possono essere molto più alti ma anche questo dipende da diversi fattori: la bravura, la città in cui si lavora e anche la zona, il passaparola, ecc.

Il bravo logopedista libero professionista può determinare i suoi introiti in considerazione, anche, della passione che mette in ciò che ha scelto di essere professionalmente. Ma questo discorso vale per ogni tipo di mestiere…

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità e per il settimanale Visto, per cui realizza interviste a personaggi della politica e della cultura
Collabora con altre testate di informazione
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa
Esperta di comunicazione
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon

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