Imparzialità, etica e onestà intellettuale: sono le tre caratteristiche fondamentali di chi sceglie la carriera di Magistrato.

Se ritieni di averle come caratteristiche peculiari, se la Legge e la sua amministrazione è l’obiettivo della tua esistenza professionale, stai sicuramente pensando di inoltrarti nel percorso per diventare Magistrato.

Di cosa si occupa davvero un Magistrato, ma prima di tutto: cosa si veve fare per diventarlo? In questo articolo di approfondimento scoprirai tutte le informazioni che ti saranno utili per comprendere meglio tutte le sfaccettature di una professione appassionante, e che porta grandi soddisfazioni anche a livello remunerativo.

Magistrato: di cosa si occupa?

Iniziamo questo approfondimento con qualche chiarimento sull’attività di Magistrato. Di cosa si occupa un professionista di questo genere e livello? Innanzitutto del rispetto delle leggi, e per far questo applica le norme di Diritto secondo i casi specifici e durante i processi, che possono essere:

  • Processi amministrativi
  • Processi civili
  • Processi penali

Un magistrato esercita quindi il cosiddetto potere giudiziario, ed è un organo che fa parte della pubblica amministrazione.

Una così grande responsabilità verso i cittadini, deve doverosamente essere sostenuta da una grande preparazione sui complessi temi delle leggi e del sistema giudiziario nazionale.

Ma sia chiaro: a causa del costante generare di nuove leggi, o emendamenti alle leggi esistenti, un Magistrato non smette mai il percorso formativo, che dura praticamente per tutta la lunga carriera. È necessario quindi mantenersi costantemente aggiornati sulle nuove norme per poterle poi effettivamente applicare.

Passiamo quindi al percorso formativo che, alla fine, porterà al momento clou: il concorso pubblico che, se superato, apre le porte della carriera di Magistrato.

Primo passo: la laurea in Giurisprudenza

Il primo passo da compiere dopo aver deciso che la propria missione professionale è di diventare Magistrato, è quello di conseguire una laurea magistrale in Giurisprudenza: è questa la base essenziale della conoscenza in ambito legale.

IMPORTANTE DA SAPERE: per intraprendere il percorso per diventare magistrato non è richiesto un voto di laurea minimo.

Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza presso un’università italiana, è il momento di procedere con il concorso pubblico.

Concorso pubblico per diventare magistrato

Per diventare magistrato è necessario partecipare a un concorso pubblico, come descritto all’articolo 106 della Costituzione Italiana che recita:

Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.

La legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.

Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.

L’ammissione al concorso per diventare magistrato è regolata a sua volta dal Decreto Legislativo 160/2006 che determina le regole di accesso chi sceglie di intraprendere la carriera di magistrato ordinario. Il documento contiene anche tutta la spiegazione relativa agli ambiti di applicazione della professione di magistrato.

È possibile scaricare il documento originale del decreto cliccando sul seguente link: DL 160/2006.

L’accesso al concorso è agevolato da diversi corsi di specializzazione, tra cui:

  • La Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, che ha una durata di 2 anni
  • L’Abilitazione come avvocato dopo lo svolgimento della pratica e del superamento dell’esame per l’accesso alla professione
  • Il dottorato di ricerca in materie giuridiche

Il concorso pubblico si svolge attraverso una prova scritta e una prova orale.

L’esame scritto si svolge con 3 elaborati di tipo teorico sui temi di Diritto penale, del Diritto amministrativo e del Diritto civile.

Per ciò che riguarda la prova orale, le materie previste sono:

  • Elementi di Diritto romano
  • Procedura civile
  • Diritto e procedura penale
  • Diritto amministrativo
  • Diritto tributario e costituzionale
  • Diritto internazionale pubblico e privato
  • Diritto della previdenza sociale e del lavoro
  • Diritto commerciale e fallimentare
  • Elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario
  • Colloquio in una lingua straniera a scelta del candidato tra inglese, francese, tedesco o spagnolo

Il tirocinio

Coloro che risultano vincitori del concorso, assumono la qualifica di Magistrati Ordinari in Tirocinio per un periodo di 18 mesi, durante i quali è necessario seguire particolari corsi di specializzazione e approfondimento presso la Scuola Superiore della Magistratura.

Il tirocinio è suddiviso in due parti:

  • Tirocinio generico: si frequentano gli uffici giudiziari in affiancamento a magistrati esperti
  • Tirocinio mirato: in questo caso si partecipa ad attività concentrate su funzioni su cui è utile far pratica per quando si otterrà la propria destinazione come magistrato

Finito il periodo di tirocinio, sarà il Consiglio Superiore della Magistratura a valutare l’idoneità del candidato, che se sarà ammesso potrà iniziare a esercitare dopo che gli sarà assegnata la sede di servizio.

Magistrati togati e magistrati onorari

Si sentono spesso nominare questi due termini: magistrati togati e magistrati onorari. Che differenza passa tra i due? Semplicissimo: per magistrato togato si intende colui che esercita la professione a tempo indeterminato.

Col termine magistrato onorario, si indica invece chi svolge le funzioni ma in maniera non professionale: questi Magistrati non sono remunerati ma ricevono solo un’indennità a copertura delle attività svolte.

Magistrato giudicante o requirente?

Due diverse applicazioni nella professione di Magistrato sono determinate dall’attività svolta, che può essere di tipo giudicante oppure requirente.

Nel primo caso si tratta dei giudici che decidono l’esito dei processi. Nel secondo caso, si parla di Pubblici Ministeri, coloro che, pur partecipando al processo in forma attiva non ne decidono le sorti.

Si occupano delle fasi d’indagine, e formulano le accuse e le richieste di condanna, che solo il Magistrato giudicante potrà decidere se accogliere o meno.

Quanto guadagna un Magistrato?

All’inizio della carriera un Magistrato ordinario guadagna circa 2.200 euro netti al mese. Col passare del tempo lo stipendio aumenta considerevolmente: già al quarto anno di carriera si percepiscono circa 3.500/3.600 euro netti mensilmente.

Dopo 20 anni di servizio un magistrato percepisce anche oltre 5.800  euro netti al mese e dopo 35 anni si arriva a 7.500 euro, sempre al netto.

Gli stipendi aumentano se si diventa Giudice della Corte di Cassazione.