Gestire un bar è da sempre un’attività diffusa che, difficilmente, può andare male. Esistono tanti target di clientela su cui puntare e in forza dei quali dare l’impronta caratteristica del locale ideale però, in ogni caso, il bar è un luogo di aggregazione di più generazioni che vi trovano ristoro, per cui è un punto di ritrovo e in cui si svolge uno scambio culturale che riguarda anche l’aspetto delle tipicità locali che si usa degustare.

Aprire un bar è il sogno di molti, non solo per i potenziali guadagni ma anche perché è un lavoro che mette in comunicazione con una moltitudine di persone e che, sebbene routinario, non annoia mai. Risulta adatto per quelle persone espansive, che non temono il contatto con il pubblico, armate non solo di gioia di lavorare ma anche di una buona dose di pazienza, perché nel bar non è il gestore a scegliere i clienti, ma si viene scelti.

Pertanto, si deve essere all’altezza di affrontare ogni situazione, anche le più critiche.

Aprire un bar: norme, autorizzazioni e requisiti

Gestire un bar significa esercitare un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, in cui la clientela consuma sul posto ciò viene servito, dagli aperitivi, ai gelati, dalle bevande fredde e calde alle pietanze di contorno. Dal punto di vista normativo, sono ormai parecchi anni che non sono più necessarie le licenze.

Infatti, la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n. 3635/C del 2010, ha definitivamente rimosso le limitazioni cui era soggetta l’attività. Prima di questa novità, infatti, era rimesso in capo ai Comuni il potere di stabilire il numero delle licenze rilasciabili all’interno del territorio comunale, compresi i vincoli in termini di distanza tra un esercizio e l’altro, per preservare le rispettive aree di influenza commerciale.

La Circolare ha stabilito che per aprire un nuovo bar non occorrono più licenze da richiedere al Comune competente, fanno eccezione le attività che riguardano i centri storici, per l’interesse storico-artistico da tutelare.

I requisiti per aprire un bar, che il titolare deve possedere, sono: la maggiore età, l’assolvimento degli obblighi scolastici e l’aver frequentato corsi professionali per l’attività di somministrazione alimenti e bevande. In merito a quest’ultimo requisito, i corsi professionali sono normalmente organizzati presso le Camere di Commercio competenti e riguardano l’idoneità all’esercizio dell’attività di somministrazione alimenti e bevande.

Per coloro che sono coinvolti nelle diverse fasi di lavorazione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, comunque, è sempre obbligatoria la frequenza di un corso HACCP, in materia di igiene alimentare.

Per riepilogare, l’apertura di un bar presuppone lo svolgimento delle seguenti attività:

  • Decidere la forma giuridica dell’impresa che avrà ad oggetto la somministrazione di alimenti e bevande;
  • Aprire la partita IVA e attivare il rispettivo regime contabile;
  • Aprire una posizione assicurativa e una posizione contributiva;
  • Stipulare un contratto di locazione del locale, se non è possibile acquistarlo;
  • Iscriversi presso il Registro delle Imprese della CCIAA competente;
  • Presentare allo sportello unico per le imprese la SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività;
  • Richiesta di nulla osta alla ASL per il trattamento di generi alimentari;
  • Aprire una casella di posta elettronica certificata, ormai obbligatoria per ogni attività;
  • Essere in regola con gli adempimenti relativi alla sicurezza, ottenendo anche il Certificato Prevenzione Incendi in seguito al sopralluogo dei Vigili del Fuoco;
  • Essere in regola con gli adempimenti relativi alla SIAE, se si vuole svolgere anche attività di intrattenimento.

Per quanto riguarda la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, la L. n. 124 del 4 agosto 2017, ha modificato il D.lgs. 504/95 che prevedeva che gli esercenti dovevano denunciarne l’esercizio all’Ufficio dell’Agenzia delle dogane competente, ottenendo la licenza Utf. La recente modifica ha eliminato tale obbligo a carico di esercizi pubblici, esercizi di intrattenimento pubblico, esercizi ricettivi e rifugi.

bar

Le attività preliminari e la scelta dei dettagli

Prima di imbarcarsi in una nuova attività, sarà necessario effettuare uno studio ambientale per verificare la presenza delle condizioni che rendono profittevole l’apertura di un nuovo bar.

Bisognerà considerare, quindi, l’eventuale presenza di attività concorrenti nelle vicinanze, il flusso di persone che interessa l’area prescelta per l’inizio di una nuova attività. I luoghi migliori per aprire un bar sono quelli di passaggio, che magari, si affacciano su una piazza o su una passeggiata pedonale, nelle vicinanze di scuole o di stazioni di mezzi pubblici o di strutture sportive, e così via.

La scelta dipenderà dalla propria strategia e dal target di clientela che si vuole raggiungere. Ovvio è che nelle località ad alta intensità turistica, l’apertura di un nuovo bar è certamente un’attività molto redditizia. Il consiglio è quello di specializzarsi in un servizio apposito, ad esempio: punto colazione, punto pranzo, gelateria, pub e movida, e così via.

La specializzazione dipenderà dal tipo di locale che avete in mente di aprire: locale dove mangiare, locale notturno, bar sulla spiaggia, locale con musica dal vivo e così via.

Successivamente allo studio di fattibilità, e considerando gli adempimenti e le autorizzazioni necessarie, si potrà pensare allo stile del locale. Le caratteristiche delle attrezzature e l’arredamento devono, comunque, rispondere a precisi requisiti secondo le normative di settore. Ad esempio, il materiale del bancone deve essere tale da facilitare la pulizia e la disinfezione, gli alimenti vanno esposti in vetrine chiuse adatte per gli alimenti caldi e refrigerate per i cibi deperibili.

Norme particolari riguardano, anche, il sistema di raccolta, differenziazione e smaltimento dei rifiuti e le modalità con le quali si svolge l’attività di lavaggio delle stoviglie. In tema, sono tanti i fornitori specializzati in accessori e attrezzature per l’attività di barman, già pensati e rispondenti agli obblighi di legge e dotati di tutte le certificazioni richieste in tema di sicurezza alimentare.

La scelta dovrà considerare tutti gli aspetti fin qui esaminati, senza tralasciare il rapporto tra qualità e prezzo e, chiaramente, lo stile del locale che influenzerà l’attività e i futuri guadagni da quel momento in avanti. Infatti, le attrezzature e l’arredamento sono ciò che più fanno la differenza rispetto agli eventuali concorrenti e rappresentano l’elemento che più caratterizza e genera gradimento fra la clientela. Quindi non si tratta di semplici strumenti di lavoro, ma mezzi per farsi notare.