In Italia esistono diverse e poliedriche forme contrattuali per il settore del lavoro. Un tempo esisteva solo il contratto di apprendistato e quello a tempo indeterminato. L’apprendistato a un certo punto sparì, portando via con se la possibilità, per gli studenti, di poter assimilare le competenze lavorative durante il percorso di studi.

Per quanto riguarda il contratto a tempo indeterminato – un tempo inteso come posto fisso – col passare degli anni le riforme politiche in tema di lavoro e con il successivo avvento della crisi economica – un mucchio di cose sono poi cambiate, e hanno modificato, di fatto, uno dei capisaldi della Costituzione Italiana: l’articolo 4 che recita “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Certo, i tempi cambiano e anche l’assetto sociale, non per questo si devono dimenticare i diritti fondamentali dei cittadini e le prospettive per il futuro che, senza lavoro o senza garanzie per chi lavora, diventano un miraggio.

Malgrado il fatto che la situazione non sia tra le migliori, si può però contare su una serie di soluzioni che possono almeno rendere meno complicata la situazione lavorativa di molti, in special modo se si parla di giovani.

Prendiamo in esame i voucher lavoro dall’INPS lanciati attraverso il Dl 25/2017 e regolamentati dal Decreto Dignità.

Cosa sono, come vengono utilizzati e chi può usufruire di questa forma di pagamento di prestazioni lavorative che, di fatto, non presuppongono un vero contratto di lavoro? Scopriamolo insieme nei paragrafi successivi.

Cosa sono i voucher Lavoro Inps

Innanzitutto chiariamo che, attraverso questi voucher, si possono pagare esclusivamente prestazioni di lavoro occasionale. Con la Legge 50/2017 e all’articolo 54, è stata introdotta una nuova disciplina che regola, appunto, le prestazioni di lavoro occasionali.

L’avvio di queste misure è stato reso operativo attraverso la diramazione della circolare Inps N° 107 del 5 Luglio 2017.

Fin qui le normative di riferimento, ma all’atto pratico cosa sono i voucher lavoro Inps? In massima sintesi, sono uno strumento di pagamento nei confronti di prestatori di lavoro che operano in maniera sporadica, in tal caso si intendono le cosiddette prestazioni accessorie che non fanno parte dei contratti di lavoro regolati dal nostro ordinamento.

Con questi voucher  il committente non ha alcun obbligo di dover stipulare un contratto di lavoro, ma può ottenere ugualmente l’opera del lavoratore pagandolo con questi buoni.

Acquisto dei voucher lavoro

Esistono due diversi tipi di voucher: in formato cartaceo o digitale.Sono erogati direttamente dall’Inps e vanno acquistati dal committente direttamente presso:

  • Il sito INPS
  • Gli uffici di Poste Italiane
  • I tabaccai abilitati;
  • Internet banking di Intesa Sanpaolo
  • Gli sportelli bancari abilitati

ATTENZIONE: se si desidera acquistarli online sulla piattaforma web INPS è necessario essere in possesso dei dati di accesso, pin e password, oppure dotarsi di un servizio SPID.

I buoni sono disponibili in tagli non divisibili da 10, 20 e 50 euro.

Erogazione e obblighi

Per pagare una prestazione di lavoro accessorio con i buoni lavoro, il committente dovrà quindi acquistare il numero di voucher necessari a raggiungere la somma pattuita e versarli al lavoratore.

Un aspetto importante da chiarire è relativo al fatto che il valore dei buoni è al lordo di tutte le percentuali contributive che sono quelle riportate di seguito:

  • Contributi pari al 13% per la gestione separata Inps
  • Assicurazione contro gli infortuni pari al 7% a favore dell’Inps
  • Gestione del servizio pari al 5% a favore dell’Inps

Tradotto in denaro ecco a cosa corrisponde ogni singola voce contributiva verificando su un buono di 10 euro:

  • 1,3 euro di contribuzione INPS alla Gestione separata
  • 0,70 euro di assicurazione INAIL
  • 0,50 euro per la gestione del servizio

Il netto al lavoratore, quindi, si attesta a 7,50 euro l’ora, e si può fare il calcolo sui vari tagli disponibili come di seguito riportato:

  • Voucher da 10 euro lordi sono pari a 7,5 euro netti
  • Voucher da 20 euro lordi sono pari a 15,00 euro
  • Voucher da 50 euro lordi sono pari a 37,50 euro

Esistono limiti annuali per i lavoratori, che possono ricevere il pagamento delle proprie prestazioni attraverso i voucher lavoro fino al tetto massimo stabilito per legge, e cioè 9.333 euro lordi che corrispondono a 7.000 euro netti.

Come riscuotere i buoni lavoro

La riscossione può avvenire dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione lavorativa. Ci si può recare presso uno degli esercenti convenzionati, e cioè le tabaccherie, gli uffici postali e gli sportelli bancari.

Attenzione però: secondo il formato acquistato dal datore di lavoro è necessario sapere che, se i buoni sono stati acquistati direttamente presso l’Inps essi dovranno essere riscossi, entro due anni, presso gli uffici postali.

Nel caso in cui essi siano stati acquistati presso le tabaccherie convenzionate che espongono il cartello “Qui INPS” vanno riscossi presso una di queste tabaccherie abilitate.

Se, invece, sono stati acquistati in banca, sarà possibile riscuoterli esclusivamente presso la filiale dell’istituto dove sono stati comprati.

E se si ricevono i buoni lavoro telematici? In tal caso esistono due soluzioni:

  • Tramite INPS Card – la carda di debito emessa da Poste Italiane
  • Tramite bonifico domiciliato – va incassato presso gli uffici postali

ATTENZIONE: i buoni sono personali e non cedibili.

A chi convengono

Infine, la domanda che molti si pongono è: c’è convenienza a utilizzare questo tipo di soluzione di pagamento del lavoro accessorio?

In realtà si, sia per il committente che per il collaboratore. Nel caso del committente, infatti, come già accennato, si evita l’obbligo di dover stipulare un regolare contratto di lavoro con tutti gli oneri previsti per legge.

Per il lavoratore si possono creare nuove opportunità di collaborazione, oltre al fatto di essere coperto sia dal punto di vista INPS che INAIL anche se solo per i calcoli della pensione.