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Incentivi per l’assunzione degli under 35 e per le imprese che assumono al Sud

La situazione dei lavoratori delle regioni del Mezzogiorno, è cosa tristemente risaputa, non è tra le migliori in Italia.

Se poi si tenta di fare un paragone con la situazione nel resto d’Europa, il nostro paese mostra una  condizione davvero allarmante. La penuria di offerte di lavoro si collega, oggi, con la crisi pesantemente aggravata dall’avvento della pandemia mondiale da COVID-19 e dagli effetti delle chiusure delle attività produttive.

Se a questo si aggiunge anche la chiusura definitiva di imprese e attività commerciali, in special modo nel settore della ristorazione, è facile comprendere le difficoltà che milioni di cittadini stanno affrontando, tra perdita del posto di lavoro e l’enorme difficoltà a ricollocarsi.

Nel corso degli ultimi anni i Governi hanno varato misure dedicate in maniera mirata alle imprese che assumono, concedendo sgravi fiscali e contributivi al fine di agevolare l’assunzione o la ricollocazione al lavoro di chi il posto lo aveva perso.

Nella Legge di Bilancio 2020, in virtù dell’aggravarsi della crisi economica e del mercato del lavoro,  sono state introdotte misure a sostegno delle cittadine e dei cittadini che vivono nelle regioni del centro Sud che potranno più agevolmente trovare una collocazione lavorativa e stabile, grazie agli incentivi varati dal Governo a sostegno delle imprese che assumono.

Leggendo i paragrafi successivi potrai scoprire tutti i dettagli e le informazioni utili su questo tema.

Regole per le imprese che assumono al Sud

Esistono alcuni criteri che devono essere osservati dai datori di lavoro che desiderino aderire a questo tipo di incentivo statale, come per esempio il fatto che nei sei mesi precedenti alle nuove assunzioni, non si sia proceduto a licenziare, senza giustificato motivo oggettivo, altri dipendenti inquadrati nella stessa qualifica e nella medesima attività produttiva.

Inoltre, dopo aver proceduto alle nuove assunzioni e ottenuto l’esonero contributivo, non si può procedere al licenziamento nei nove mesi successivi all’assunzione, non senza un giustificato motivo almeno.

I contratti che devono essere stipulati sono quelli di tipo subordinato a tempo indeterminato, sia a tempo pieno sia part-time anche in somministrazione.

L’agevolazione è concessa anche ai datori di lavoro che decidano di trasformare i contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

Le regioni interessate a questa misura sono le seguenti: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna.

Le agevolazioni previste per le imprese che assumono al Sud

La durata prevista per l’agevolazione è di 12 mesi e consiste in uno sgravio del 100% sui contributi a carico del datore di lavoro.

Il tetto massimo detraibile, per singolo lavoratore, è pari a 8.060 euro su base mensile.

I requisiti per essere assunti nelle regioni del Mezzogiorno

Anche chi viene assunto deve essere in possesso di determinati requisiti previsti dalla legge, che si riferisce a persone che abbiano compiuto i 16 anni di età e che abbiano meno di 35 anni, e in possesso dello status di disoccupazione.

Inoltre è necessario non avere avuto, nei 6 mesi precedenti, rapporti di lavoro con le aziende che assumono o aziende da esse controllate.

L’accesso alle agevolazioni fiscali è previsto anche a chi assume over 35 prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Incentivi per le assunzioni di under 35 in tutta Italia: ecco di cosa si tratta

Per agevolare l’accesso al mercato del lavoro agli under 35, nella legge di bilancio appena approvata è stata prevista una misura che corrisponde a uno sgravio contributivo pari al 100%.

Quest’agevolazione è dedicata alle nuove assunzioni di giovani nel biennio 2021/2022, ma anche per le imprese che trasformeranno i contratti a termini in contratti di lavoro a tempo indeterminato.

La decontribuzione sarà riconosciuta per 3 anni – 36 mesi – e nel limite massino di 6.000 euro l’anno.

ATTENZIONE: il periodo di sgravio contributivo sale a 48 mesi – 4 anni – se il datore di lavoro del settore privato effettua assunzioni presso una sede, o anche presso un’unità produttiva, ubicata in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna.

Conclusioni

Il mercato del lavoro, in Italia, è pesantemente compromesso dalla crisi economica esplosa nel 2008 a livello internazionale, situazione ora aggravatasi a causa delle penalizzazioni che le attività produttive stanno subendo dopo l’avvento del Coronavirus.

Se si riflette sul fatto che nel 2020 ben 300.000 attività hanno chiuso i battenti, si comprende la portata di una situazione nazionale davvero molto critica.

Il Governo Italiano, nel corso degli anni, ha varato diversi decreti legge con lo scopo di sostenere le imprese che assumono, ma spesso anche queste misure non sono sufficienti a mitigare gli effetti di una crisi generalizzata che non dipende dalla mancanza di volontà di assumere da parte dei datori di lavoro.

I costi del personale nel nostro paese sono tra i più esosi a livello europeo. Di conseguenza, le misure approvate necessitano anche di diventare strutturali. Sta accadendo con alcune di esse.

La speranza è quella che il costo del lavoro diventi più leggero per chi assume.

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità.
Collabora con altre testate di informazione nei settori della macro economia e del fisco.
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa.
Esperta di comunicazione.
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon.

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