L’Italia è tra le nazioni europee con la percentuale tra le più basse per ciò che concerne il numero dei laureati nella fascia di età compresa tra i 24 e i 35 anni. In questo range, infatti, solo il 22% ha concluso il percorso universitario e portato a casa il titolo accademico.

A parte questo dato, è necessario fare una doverosa considerazione sul tipo di lauree che, ancora oggi, sono scelte con maggior frequenza dai giovani, non tanto sulla base della reale offerta del mercato del lavoro attuale, bensì sulla passione personale, che spesso non corrisponde affatto a una scelta ponderata e assennata. Troppi laureati in filosofia o in lettere, ma anche in psicologia e giurisprudenza: settori che non rientrano tra quelli del moderno mercato del lavoro, profondamente modificato dalle dinamiche del terzo millennio, che ha apportato grandi cambiamenti a livello sociale ed economico.

Recentemente è stata diffusa una statistica realizzata da Eurostat relativa alla percentuale di italiani che riescono a trovare lavoro a tre anni dalla laurea. Il risultato? Ci riescono 6 persone su 10. Può apparire un dato positivo, in considerazione della prolungata crisi economica che determina molte criticità nel settore lavorativo e, ancor di più, per chi è in cerca di prima occupazione.

Eppure il nostro paese, su scala europea, non è messo bene. Siamo al penultimo posto prima della Grecia ultima in graduatoria.

Nel resto d’Europa la percentuale di persone che trovano lavoro a distanza di tre anni dalla laurea si attesta su una media dell’83,5%. Dobbiamo quindi colmare il gap che ci tiene distanti da queste medie eccellenti. Come? Per esempio, riflettendo meglio su quali siano le lauree che, più di altre, offrono opportunità di trovare lavoro in breve tempo.

In quest’approfondimento affrontiamo quindi un tema molto importante: quali sono le lauree migliori per trovare lavoro. Inutile dire che sarebbe meraviglioso seguire i dettami del cuore e delle proprie passioni, ma se la conseguenza diretta è quella di restare in casa a girarsi i pollici…meglio meditare e cambiare il corso del proprio futuro.

Il mercato del lavoro in Italia: tra precariato e clientelismo

Va ammessa una cosa: a partire dal 2003, dopo il varo della Legge Biagi che introdusse una miriade di contratti a termine, con scarse o nulle garanzie per il lavoratori, il posto fisso – che un tempo era cosa normale nel nostro paese – è andato via via perdendosi nei meandri dei ricordi.

Con la scusa della maggiore flessibilità lavorativa per consentire a tutti di lavorare, si è generato l’effetto opposto: la diffusione del precariato, e anche dello sfruttamento dei lavoratori. In tal modo, gli stipendi sono stati man mano abbattuti, e dopo l’avvento della crisi economica, scoppiata a livello mondiale nel 2008, ecco che la condizione lavorativa di milioni di italiani ha perso le basi fondamentali dettate dai diritti civili.

Non per questo, però, si deve accettare qualsiasi condizione e a qualsiasi costo, con lo specchietto per le allodole di “aver trovato lavoro”: il lavoro deve anche garantire diritti, stipendio equo, e pensione a fine percorso.

Il clientelismo, poi, è un altro dei virus pandemici che infesta il nostro tessuto sociale da decenni: vale più la presentazione dell’amico di qualcuno che le capacità del candidato. È un dato di fatto, che dovrebbe essere scardinato attraverso poderose iniezioni di finanziamenti alle aziende che assumono, abbattendo i costi del lavoro. Fino al giorno in questo non avverrà, la situazione non potrà cambiare.

Passiamo ora nel vivo dell’approfondimento: ecco quali sono, oggi, le lauree che garantiscono un lavoro molto più di altri rami universitari.

Laurea: scegliere secondo il proprio estro è sbagliato

Negli ultimi anni in Italia si è diffusa la convinzione che sia inutile laurearsi. “Tanto non si trova lavoro e se si trova, vai a finire dentro un call center”. È una delle frasi ricorrenti all’interno dei nuclei familiari. Non è esattamente così. Se è pur vero che il mercato del lavoro, genericamente parlando, offre meno opportunità a causa della profonda e prolungata crisi economica, che non permette alle imprese di assumere – anche a causa dell’alta pressione fiscale sui costi del lavoro, è anche vero che certe imprese cercano disperatamente risorse umane, che non trovano.

Un’altra considerazione da fare: l’Italia non è una nazione ove viga un sistema meritocratico. Con sempre maggior frequenza capita di vedersi superare da persone prive di competenze e cultura, ma fornite della parolina magica: “raccomandazione”.

E’ anche vero che, troppo spesso, i cittadini possono vantare lauree…poco attraenti per le aziende.

Qualche tempo fa fu pubblicato un mio nuovo articolo sul quotidiano Libero in cui affrontai questo tema. La sintesi è: inutile laurearsi in scienze politiche se il mercato del lavoro attuale cerca disperatamente professionisti del settore informatico, oppure matematici o esperti di ambiente.

Iniziare a riflettere attentamente sulla scelta da compiere, non più in base al proprio estro quanto alla realtà che ci circonda, è il primo passo per avviare un vero processo di organizzazione della vita futura.

Non è un discorso da assimilare negativamente: nessuno pensa che si debba dire addio ai propri sogni. Ma se si seguiranno solo questi, anche il lavoro sarà destinato a rimanere pura utopia…

Materie STEM: le più richieste

Con l’acronimo inglese STEM s’indicano le materie scientifiche, informatiche e matematiche. Science, Technology, Engineering and Mathematics, che tradotto significa: Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. In piena era tecnologica e digitale, non poteva essere diverso.

Un conto però sono le lauree quinquennali, un conto quelle triennali che permettono di conseguire un diploma di laurea. senza approfondire troppo questo criterio, che sarà magari il tema di un nuovo approfondimento, ecco di seguito le lauree triennali più richieste dal mercato del lavoro.

Ecco le lauree triennali che garantiscono un posto di lavoro

In questa parte dell’articolo analizziamo le lauree che garantiscono lavoro in tempi brevi, facendo una lista delle più richieste dalle aziende che assumono:

  • Ingegneria
  • Ingegneria informatica
  • Sicurezza informatica
  • Medicina
  • Scienze infermieristiche
  • Chimica farmaceutica
  • Statistica
  • Economia

Al solo leggere questa lista, dovrebbe apparire chiaro il motivo per cui è intelligente scegliere tra queste facoltà.

Per esempio: il processo di digitalizzazione avanza a passi da gigante. È quindi logico che vi sia una grande richiesta di persone laureate in ingegneria informatica, o specializzate in sicurezza informatica. Tutto ruota ormai intorno alle tecnologie. Le aziende hanno urgente necessità di modernizzare i processi interni per non rischiare di restare fuori dai mercati nazionali e internazionali. Ci sono migliaia di posti in attesa di persone preparate ma le imprese non riescono a trovarle. Un buon consiglio? Scegliere questo tipo di studi, in special modo se si è portati…

La laurea in medicina resta tra quelle che garantiscono – ancora oggi – un posto di lavoro in tempi mediamente brevi. La motivazione? Il ricambio generazionale, che sta diventando urgente in ambito medico-sanitario. Si va in pensione più tardi, questo è vero, ma un medico ha maggiori possibilità di lavorare, per esempio nel settore sanitario privato. Inoltre, l’Italia è la nazione con la più alta percentuale di anziani e il trend è in crescita: ci sarà sempre più necessità di specialisti medici dei vari settori.

Anche le scienze infermieristiche non sono da sottovalutare, per le stesse ragioni appena segnalate.

Per ciò che concerne la chimica farmaceutica, la richiesta da parte del settore sta aumentando. I farmacisti trovano impiego mediamente entro 3 anni dalla conclusione del percorso universitario. Ovviamente si parla di contratti di lavoro impiegatizio. Diverso è il discorso per chi parte avvantaggiato e può contare su un’attività di famiglia, ed è applicabile ad altri settori del resto…

Le materie ingegneristiche dedicate all’edilizia garantiscono anch’esse un accesso agevolato al mercato del lavoro in Italia. Le imprese in questo settore sono molte e necessitano di esperti, in special modo nelle nuove aree dedicate alle costruzioni edili di nuova generazione: come risolvere i problemi climatici, sviluppando progetti di costruzione con attenzione per l’ambiente, e altre questioni simili, è roba da ingegneri del terzo millennio

Focus Informatica: il diploma di laurea più richiesto

L’informatica, in tutte le sue diramazioni e con particolare attenzione alla cyber security e all’analisi dei dati, è oggi la scelta più azzeccata per i giovani e le giovani che desiderino trovare una collocazione in breve tempo.

La richiesta da parte delle imprese cresce, ma la cosa paradossale è che mancano i professionisti in questo settore. Qualcosa sta cambiando, ma lentamente. Specializzarsi in sicurezza informatica è una delle strategie migliori per trovare lavoro. Le aziende, gli enti locali, le stesse istituzioni, hanno – e avranno sempre più in futuro – necessità di specialisti in grado di proteggere dati e reti informatiche.

Oggi più che mai, quindi, meglio valutare un percorso di questo genere che garantisce una collocazione in tempi brevi, visti i tempi che corriamo Gli stipendi sono tra i più alti: un bravo specialista in informatica fa la fortuna di chi lo assume, ed è per questo che anche le ragazze si stanno interessando sempre più a  un settore che, un tempo, era considerato prevalentemente maschile.

Focus Scienze infermieristiche: grande richiesta per chi sceglie questo ramo

L’Italia da molti anni vanta un sistema sanitario universalistico che in poche altre nazioni al mondo è sviluppato come sul nostro territorio. Purtroppo, però, la centralizzazione e universalizzazione del SSN non è bastato a evitare i tagli ai finanziamenti nel settore della sanità, e questo ha avuto un effetto domino anche sulla forza lavoro, che non è composta unicamente da medici specialisti, ma anche e soprattutto dalla figura, molto importante, dell’infermiere.

Le percentuali di chi trova lavoro dopo questa laurea, già lodevoli, sono destinate a salire, e gli stipendi sono buoni fin da subito, con un percorso di carriera che può sfociare in quello di dirigente infermiere di un reparto ospedaliero o di una clinica privata.

Focus Biotecnologie mediche e farmaceutiche

Proprio a causa della situazione generale relativa ai bassi stipendi, al clientelismo e al precariato, nel corso dell’ultimo decennio sono stati molti i giovani ricercatori costretti a emigrare pur di lavorare con condizioni economiche molto migliori rispetto a quelle offerte nel paese di origine.

Oggi la situazione è cambiata: serve nuova linfa vitale, in tutti i sensi, e persone preparate che possano peraltro operare il ricambio generazionale necessario a un paese come il nostro, che fino a ora – piuttosto che investire nelle nuove leve – ha imposto persino ai medici di oltre 65 anni, di lavorare nelle corsie, nelle sale operatorie e con turni strazianti.

Una laurea triennale in biotecnologie mediche e farmaceutiche,  oggi fa la differenza rispetto a chi si è laureato nell’ultimo decennio.  Gli stipendi sono buoni, le opportunità diverse in special modo dopo l’avvento della pandemia mondiale del Coronavirus.

Conclusioni

A fronte di quanto riportato, è bene tornare a considerare l’opportunità di iscriversi all’università, scegliendo attentamente l’area in cui si pensa di poter meglio esprimere le proprie attitudini, ma con un occhio alla concretezza. Meno filosofi e più informatici è lo slogan da tenere a mente.

Non perché laurearsi in filosofia non sia una cosa interessante, un’esperienza formativa eccellente: purtroppo questa scelta cozzerebbe con la realtà delle cose e col bilancio futuro. Meglio pensarci in tempo.