Il lavoro in Banca resta una delle mete professionali tutt’oggi preferite da coloro che ricercano un impiego fisso, caratterizzato da: stabilità del rapporto di lavoro, orari regolari e tutti quei privilegi accordati ai lavoratori dipendenti impiegati tipicamente in mansioni d’ufficio.

C’è da riscontrare, tuttavia, che il mercato del lavoro di questo settore ha incontrato notevoli cambiamenti negli ultimi 10 anni. La figura professionale più comune è, infatti, il classico impiegato sportellista o cassiere per cui la domanda non è per niente in crescita.

Ciò è imputabile all’uso sempre più online che la stragrande maggioranza dei fruitori fa dei servizi bancari, limitando la fila allo sportello a casi del tutto eccezionali. La minore richiesta di sportellisti è, in parte, compensata dallo sviluppo di nuove figure professionali, configurabili ugualmente come impiegato bancario.

Si tratta dei consulenti finanziari specializzati in determinati settori, che hanno il compito di soddisfare le esigenze dei consumatori, in termini di: investimento, risparmio, finanziamento, acquisto nel settore immobiliare e così via.

Requisiti per lavorare in Banca

Il lavoro in Banca appare la collocazione naturale per i laureati, preferibilmente, in materie economiche e giuridichePregresse esperienze nel medesimo settore costituiscono titolo preferenziale, così come la conoscenza informatica e dell’inglese, anche se limitatamente alla mansione prevista per cui ci si candida.

Nel caso dei neolaureati, quindi under 30 senza esperienza, il Gruppo bancario normalmente si fa carico della loro formazione, contro inserimenti lavorativi più flessibili e di norma a tempo determinato, ma con buone possibilità di stabilizzazione.

In ogni caso, gli inserimenti a tempo determinato sono positivi per coloro che, freschi di laurea, devono maturare delle competenze professionali non solo teoriche. 

In alcuni casi, ma sono sempre di meno, è possibile ancora trovare qualche occupazione nel settore per cui sia richiesto solo il diploma di istruzione di scuola superiore di secondo grado. Ma si tratta di casi relativi a mansioni prettamente operative.

Fatta eccezione per queste specifiche mansioni, la regola quasi scontata è la richiesta della laurea. Infatti, a parità di requisiti di partenza, sono preferiti i candidati con un titolo di studio superiore, che sono sempre più numerosi.

Le principali figure e le mansioni degli impiegati bancari

Le principali figure professionali impiegate in Banca, alcune tradizionali altre nuove, possono suddividersi in diverse categorie:

  • Impiegato allo sportello e/o cassiere;
  • Specialista nel settore finanziario;
  • Consulente per le famiglie, specializzato in risparmio
  • Consulente per imprese, specializzato in investimenti;
  • Addetto al call center nel customer care;
  • Addetto all’help desk, per assistenza telematica;
  • Direttore o Responsabile di filiale;
  • Esperto in ambito legale;
  • Esperto in ambito immobiliare;
  • Esperto informatico.

È già da diverso tempo che stiamo assistendo ad una progressiva riduzione delle attività svolte dal classico impiegato bancario, cioè l’impiegato addetto allo sportello.

Questa nuova tendenza si spiega per il maggiore volume di operazioni che gli utenti svolgono direttamente online. In conseguenza di ciò, non sono pochi i gruppi bancari che hanno optato per la riduzione del numero delle loro filiali.

In parte, questo processo è stato compensato dall’emergere di nuove figure professionali adibite a specifici servizi, in alcuni casi reperite dalle Banche con la formula di lavoratori autonomi.

È il caso dei periti immobiliari che, ad esempio, si occupano degli aspetti tecnici delle pratiche di acquisto immobili con contratto di mutuo bancario. In altri casi, si è arricchita di contenuti la mansione dei consulenti finanziari, per offrire un servizio sempre più personalizzato in base alle categorie di utenti, privati, famiglie o imprese e in base alle esigenze diversificabili in: finanziamento, risparmio e investimento.

A seconda delle responsabilità, inoltre, si va da compiti puramente operativi fino alla carriera di direttore di filiale, cioè la figura più importante all’interno di un’agenzia bancaria.

Come ci si candida per lavorare in Banca

Le Banche sono Enti di diritto privato pertanto, eccettuato il caso di Gruppi Bancari con partecipazioni pubbliche, non è necessario partecipare ad alcun concorso pubblico. 

I canali di accesso, pertanto, consistono nella candidatura spontanea oppure nella risposta a specifici annunci di lavoro.

Di solito, tramite il sito internet istituzionale è sempre presente una sezione del tipo “lavora con noi“, in cui è possibile compilare un form online e/o allegare il vostro curriculum vitae, oppure candidarvi per le posizioni aperte al momento. Questa è la modalità più diretta per inoltrare la vostra domanda di assunzione.

Può, anche, accadere che le banche diramino annunci lavorativi attraverso le principali piattaforme di lavoro nella formula, però, di lavoro temporaneo e/o somministrazione lavoro.

Se, invece, puntate ad Enti di diritto pubblico come la Banca d’Italia, allora sarà necessario un concorso pubblico. La Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana, è regolata da norme nazionali ed europee ed è parte integrante dell’Eurosistema. 

Se siete in possesso di laurea, con un punteggio di almeno 105/110 o votazione equivalente, e desiderate maturare un’esperienza professionale unica, potete tenere d’occhio il sito ufficiale della Banca d’Italia e la Gazzetta Ufficiale, per essere informati sui concorsi pubblici che vengono di volta in volta banditi.

Retribuzione, contratto e possibilità di carriera

Il contratto collettivo nazionale di riferimento è quello per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali. Il personale è suddiviso in quattro aree professionali: 

  • Prima area professionale: alla quale, in via esemplificativa, fanno parte il: personale di pulizia, personale di fatica e custodia, personale di guardiania.
  • Seconda area professionale: suddivisa in 3 livelli retributivi, comprende i lavoratori che sono incaricati di svolgere – con applicazione intellettuale non eccedente la semplice diligenza – attività esecutive e d’ordine, anche di natura amministrativa e/o tecnica, tali da richiedere specifiche conoscenze acquisite tramite un adeguato periodo di pratica e/o di addestramento professionale. Esempi sono: addetti ai servizi di sportello per la contazione, l’ammazzettamento, la cernita ed il trasporto di valori; addetti che svolgono le stesse funzioni ma che provvedono anche a coordinare altro personale e addetti alla compilazione di documenti contabili, moduli, distinte o a riepilogazioni, e relative spunte, di scritture contabili – esclusi i lavori di quadratura – sulla base di elementi comunque già prefissati.
  • Terza area professionale: suddivisa in 4 livelli retributivi, comprende i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da contributi professionali specialistici di natura tecnica, commerciale, amministrativa che richiedono l’applicazione intellettuale eccedente la semplice diligenza di esecuzione. Esempi sono: cassieri e addetti agli sportelli; addetti ad attività proprie dell’area che richiedano adeguata conoscenza di una lingua straniera.
  • Quadri con funzioni direttive: suddivisi in 4 livelli retribuitivi.

La retribuzione base consiste in 13 mensilità, normalmente integrate da appositi contratti collettivi di secondo livello, con previsione di indennità, premi e altri benefit.

Con il contratto di inserimento, per una funzione impiegatizia, si parte da una retribuzione base di 2.033,15 euro.

Il quadro direttivo di massimo livello arriva a percepire una retribuzione base di 4.320,26. L’orario di lavoro ordinario si articola su giorni per un totale settimanale di 37 ore e 30 minuti.