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Emirati Arabi: come trasferirsi e lavorare a Dubai

E’ ormai un dato di fatto: gli Emirati Arabi Uniti avanzano anno dopo anno dal punto di vista economico.

Ciò fa gola a tutte quelle persone nel mondo che hanno il preciso intento di migliorare la loro vita e avere successo lavorativo. Proprio per questa ragione la comunità degli espatriati in questo paese cresce e di pari passo anche il mercato del lavoro.

La richiesta del personale straniero è sempre più elevata, in particolare nei settori delle telecomunicazioni, dell’informatica, della finanza, del turismo, del petrolio e delle costruzioni. Se vuoi lavorare negli Emirati Arabi Uniti sappi che sono tanti gli aspetti da considerare.

In questo articolo puoi non solo puoi far chiarezza sul tipo di professione da scegliere tra quelle più richieste e in base alle tue competenze, ma anche su come effettivamente concretizzare il tuo sogno.

Quali sono i lavori più richiesti?

Secondo quanto stabilito dalla Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti tra i lavori maggiormente richiesti troviamo sicuramente:

  • gli esperti del settore economico-finanziario, in particolare nel campo dell’accounting, del management e bancario;
  • gli ingegneri; 
  • gli architetti; 
  • gli operatori turistici;
  • gli avvocati;
  • i geometra; 
  • gli artigiani, soprattutto decoratori ed idraulici,
  • gli esperti nel settore della ristorazione, ovvero chef, barman, pizzaioli, cuochi e camerieri;
  • gli esperti del settore hospitality, ovvero receptionist o personale di Hotel specializzato;
  • gli insegnanti;
  • gli esperti del mondo informatico;
  • gli esperti del settore sanitario, il che non significa soltanto medici, ma anche dentista, fisioterapista, infermiere e altri lavori affini al mondo sanitario.
  • gli animatori, i cantanti e gli attori nei parchi a tema.

E i lavori più pagati?

Grazie a questa classifica puoi scoprire invece quali sono i lavori più redditizi negli Emirati Arabi Uniti, in particolare nelle grandi città.

  • Chief Executive Officer (circa 23.000 euro/mese);
  • Chief Marketing Officer (circa 21 mila euro/);
  • Chief Financial Officer (dai 55 mila ai 90mila AED al mese, ovvero 13-22.00 euro);
  • Chief Legal Officer (17.000 euro/mese);
  • Medico Specialista (chirurghi vascolari, ginecologi, dentisti, cardiologi, neurologi, psicologi infantili, sono molto richiesti in questo momento a Dubai) e lo stipendio medio è di circa 17.000 euro/mese;
  • Vicepresidente bancario (fino a 77.000 AED, ovvero 19.000 euro/mese);
  • Ingegnere Senior (circa 16.000 euro/mese);
  • Chief Information Officer (circa 19.000 euro/mese);
  • Attuario assicurativo (fino anche 20.000 euro/mese);
  • Pilota (circa 13.000 euro/mese).

Procedure necessarie per lavorare negli Emirati Arabi Uniti

Gli aspetti a cui dovrai pensare prima di lavorare negli Emirati Arabi Uniti sono davvero molti.

E’ fondamentale che ti concentri in primis sull’iter burocratico, il che significa tutto ciò che riguarda il tuo visto lavorativo per questa specifica circostanza. Solo allora potrai dedicarti alla ricerca delle offerte lavorative, mediante piattaforme online e siti.

Dovrai infine valutare tutti quegli aspetti cavillosi che si presenteranno nel corso di queste pratiche, in particolare le leggi dedicate al lavoro presenti sul territorio. Puoi trovare tutto quello che devi sapere nei prossimi paragrafi.

Il visto per lavorare negli Emirati Arabi

Per iniziare a lavorare negli Emirati Arabi Uniti è necessario che tu sia in possesso di un visto lavorativo.

Un primo visto ti sarà rilasciato dall’ufficio immigrazione appena metti piede sul territorio. La sua validità va dai 30 ai 60 giorni. Entro 30 giorni dal tuo arrivo ti sarà rilasciato un nuovo documento.

A quel punto sarai sottoposto a una visita medica e se rispetterai i canoni di salute richiesti dal Ministero del Lavoro potrai ottenere il visto necessario per il permesso di lavoro.

La situazione cambia se tu hai già trovato lavoro prima di entrare nel Paese. In quel caso il tuo iter burocratico sarà interamente gestito dall’azienda che ti ha assunto. Da ricordare che le leggi attualmente valide riguardo visto e permesso lavorativo potrebbero essere soggette, nel corso del tempo, a variazioni.

Nonostante queste linee guida chiedi informazioni agli organi di competenza prima di partire. Ricorda infine che se sei affetto da malattie sessualmente trasmissibili non potrai fare richiesta di visto e permesso di lavoro negli Emirati Arabi Uniti.

Quali sono i visti e i permessi da richiedere

I visti e i permessi che attualmente potrai richiedere sono:

  • visto di transito: richiesto da un garante. Vale per pochi giorni e viene rilasciato a chi effettua un viaggio di lavoro di breve durata nel Paese;
  • visto business: ha una validità di 90 giorni e può essere richiesto da tutti coloro che vogliono recarsi nel Paese per affari o per un progetto di natura professionale. 
  • il Labour Card congiunto al visto di residenza: si tratta di un documento d’identità per lavorare come stranieri a Dubai. Per ottenerlo devi effettuare alcuni specifici esami medici. Questo documento va sempre portato con sé in quanto il passaporto ti verrà trattenuto dal datore di lavoro. I permessi di residenza che otterrai valgono 3 anni e per ottenerlo dovrai avere meno di 50 anni e non lasciare Dubai durante i primi sei mesi di permanenza.

Le leggi che regolano il lavoro negli Emirati Arabi Uniti

Per lavorare in questo paese dovrai rispondere con opportune azioni e qualità alle regole elencate sotto:

  • Il lavoro è regolato dal Labour Code che facilita sia la procedura di assunzione che quella di licenziamento;
  • Non esiste una legge che regola lo stipendio minimo e la settimana lavorativa è di 48 ore;
  • Non si lavora il giovedì pomeriggio ed il venerdì;
  • Il normale orario di lavoro è ridotto di due ore durante il mese sacro del Ramadan;
  • I dipendenti del settore edile non sono autorizzati a lavorare durante le “ore più calde della giornata” durante i mesi estivi. Il mancato rispetto della norma comporta una multa di 5.000 AED per dipendente, per azienda;
  • Le persone che soffrono di malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV non hanno i requisiti per ottenere un permesso di lavoro negli Emirati Arabi Uniti.

E’ inoltre importante sapere che alcuni datori di lavoro offrono da contratto al momento dell’assunzione ai propri dipendenti il rimborso di spese riguardo alloggio, trasporto e altro annesso all’attività lavorativa.

Verifica la presenza o meno di tali condizioni al momento della stipula del contratto. 

Dove cercare lavoro

 Ci sono numerose piattaforme che ti offrono la possibilità di vedere annunci di lavoro. In seguito trovi i link per accedere a quelle principali nella città di Dubai:

Inoltre questi sono i link utili per trovare lavoro in tutto il paese:

Pro e contro di lavorare negli Emirati Arabi Uniti

Come per ogni lavoro e per ogni paese anche lavorare negli Emirati Arabi Uniti ha i suoi vantaggi e svantaggi.

Tra i vantaggi si possono sicuramente citare:

  • Stipendi più alti, esente da imposte;
  • Ambiente multiculturale, in cui potrai trovare un posto di lavoro con il quale conoscere persone provenienti da diverse nazioni;
  • Adatto alle mete esotiche, in quanto potrai raggiungere facilmente nei tuoi momenti liberi destinazioni come la Giordania o l’Egitto o se preferisci ad est puoi trovare tutto il Sud Est Asiatico, l’India e le Maldive.  
  • Viaggio di ritorno gratuito a casa, perché per la maggior parte dei contratti di lavoro sono compresi pacchetti per la relocation degli expat, ovvero 30 giorni di ferie pagate ogni 12-18 mesi (a seconda dell’Azienda o del datore di lavoro) con il biglietto di andata e ritorno per il Paese di origine;
  • Esperienza valida per il tuo CV, che sarà facilmente notabile e apprezzata da un futuro reclutatore.

Ci sono tuttavia alcuni svantaggi che devi tenere a mente: 

  • Clima caldo/desertico, in quanto in questo paese fa caldo 8 mesi all’anno e l’umidità in estate è pari al 90%;
  • E’ un paese multiculturale, ma non troppo, in quanto è spesso difficile entrare in contatto con i locali, caratterialmente ancora molto chiusi;
  • Città molto trafficate, in particolare la grande metropoli di Dubai, in cui tutti si spostano in automobile, per evitare la calura cittadina; 
  • Città molto caotiche, perché i grandi centri abitati sono certamente organizzati e funzionali, ma anche piene di cantieri, il che non assicura la quiete tipica delle piccole cittadine;
  • Gli expat sono spesso considerati “cittadini di seconda classe”, perché si percepisce come un peso la propria origine in paesi come questi, dove le tradizioni culturali sono ancora molto forti e lontano da veri cambiamenti di modernità.

Ti piacerebbe lavorare negli Emirati Arabi Uniti? Ti è stato utile questo articolo? Oppure sei uno degli expat che già vive a Dubai o Abu Dhabi?

Condividi nei commenti la tua testimonianza, pensieri e domande se ha già avuto un’esperienza simile nella tua vita e facci sapere cosa ne pensi! Ciò sarà utile per chi come te vuole intraprendere questa nuova avventura lavorativa.

Eleonora Zizzi

Nasco a Pinerolo, il 13 giugno del 1996. Fin da piccola, nonostante le difficoltà e il mio guerreggiare contro ogni dogma e stereotipo, ho sempre avuto nobili obiettivi in testa. A quattordici anni inizio il mio percorso liceale presso l’Istituto Porporato di Pinerolo - indirizzo Scienze Umane. Cinque anni dopo conseguo il diploma.

Faccio contemporaneamente chiarezza su cosa voglio davvero dalla vita: scrivere. Amo la scrittura creativa e viaggiare con la mente. In questi anni il mio percorso professionale e formativo, o meglio la mia storia, affonda le sue prime, acerbe radici.

Tutto ha origine con una grande passione per la poesia. Partecipo ai miei primi concorsi letterari e con mia grande gioia ottengo buoni risultati: menzioni d’onore e un attestato di vittoria. Tutto ciò mi entusiasma e i miei progetti in breve sono illimitati. Ho sempre voglia di scrivere.

Negli ultimi anni, tra alti e bassi, per molti le normali sfide della vita, la mia sete formativa si intensifica. Affino dunque le mie competenze nel copywriting, nello storytelling e nella SEO.

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