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Come trasferirsi in Australia per lavorare: visti, settori più richiesti e i siti dove trovare lavoro

Ogni anno circa 250.000 Italiani lasciano il bel paese per trasferirsi all’estero. La stessa cifra è relativa anche al numero di giovani che, negli ultimi 10 anni hanno deciso di trasferirsi in un altro Paese per vivere e lavorare.

“Fuga di cervelli” è denominata a livello mediatico questa che è ormai una tendenza che rischia di crescere in maniera esponenziale. e si tratta di una vera e propria emorragia di risorse umane.

Le migliori opportunità di lavoro e le diverse condizioni retributive rispetto all’Italia fanno si che molti Italiani decidano di valicare il territorio nazionale per stabilirsi altrove, in forma stabile o temporanea.

Tra le nazioni più gettonate per questo tipo di progetto di vita troviamo l’Australia, terra di canguri, ma anche di opportunità lavorative molto interessanti, e con un territorio che offre panorami da cartolina. L’isola australiana, che rappresenta anche un continente, è il territorio più grande che esista sul pianeta Terra, e la sua estensione è tale che intere aree restano quasi completamente disabitate.

L’estensione del continente australiano è pari a circa 48 volte la superficie degli Stati Uniti: lo spazio per abitante non manca di certo, tanto che in alcune aree i cittadini vivono semi isolati e i centri urbani distano anche centinaia di chilometri l’uno dall’altro.

L’Australia è stata anche la prima realtà al mondo ad avviare la scuola da remoto, proprio perché le distanze, spesso, sono tali da non permettere agli studenti di raggiungere l’istituto scolastico.

Trasferirsi in Australia: un progetto possibile

Non è però di un viaggio di vacanza che parliamo in questa guida, bensì di un progetto di vita per stabilirsi lontano per vivere e lavorare. Ovviamente esistono situazioni e condizioni diverse per affrontare un simile progetto, come quei lavoratori che devono trasferirsi perché sono dipendenti di imprese con sede in Australia.

Se invece sei tra le persone che da tempo meditano di saltare oltre le frontiere italiane per andare a lavorare e a vivere in Australia, sei davvero approdato nel posto giusto: in questa guida scoprirai tutto ciò che ti serve per concretizzare il tuo progetto e quali sono le opportunità di lavoro che questa terra offre.

Rammenta però che la vita in Australia è dispendiosa. Gli affitti, anche per chi si accontenti di un monolocale, sono molto alti – possono arrivare all’equivalente di oltre 1.000 euro al mese – per non parlare del costo delle bollette che sono tra le più alte al mondo, in special modo per ciò che riguarda la fornitura di energia elettrica.

Di conseguenza è normale che il lavoro, e in forma stabile, sia la condizione fondamentale per pensare seriamente al trasferimento.

I settori con maggiore richiesta di forza lavoro

Prima di iniziare con le informazioni relative al processo di trasferimento in Australia, è bene essere informati su quale sia la richiesta del mercato del lavoro nel continente australiano.

Ecco i settori produttivi che richiedeono costantemente risorse umane:

  • ristorazione
  • agricoltura – fondamentalmente per la raccolta di frutta
  • ingegneria
  • edilizia
  • architettura
  • operai del settore edile

Se le tue esperienze lavorative rientrano in uno di questi settori, avrai molte più chance di ottenere un visto di ingresso in Australia. E ora procediamo con l’approfondimento.

Le competenze acquisite in Italia? Non sempre sono quelle richieste in Australia

Anche se sei in possesso di specifiche competenze in un settore lavorativo, esse possono non corrispondere alla necessità di forza lavoro in Australia. Per tale ragione, se il tuo sogno è quello di trasferirti per lavorare, dovrai sottoporti a un esame che metta in grado le autorità competenti di verificare le tue reali capacità e la tua preparazione per quella determinata collocazione lavorativa.

Non è quindi detto che se si arriva con tanto di titolo accademico e certificazioni professionali acquisiti in Italia, l’Australia accolga a braccia aperte chi arriva dall’estero, anzi.

Per tale ragione è necessario approfondire meglio il sistema, che inizialmente potrebbe apparire un poco complesso, ma solo perché in Italia non siamo abituati a questo tipo di estrema attenzione per ciò che riguarda la selezione dei lavoratori che possono accedere al mercato interno.

A pensarci bene, però, è il metodo migliore per consentire anche ai lavoratori che provengono dall’estero di non rischiare di essere inseriti male, o superficialmente, oppure di vanificare il tentativo di trasferimento. Meglio una selezione molto attenta, piuttosto di dover tornare sui propri passi.

CSOL e SOL: le liste dei lavoratori più richiesti

L’Australia è un Paese molto organizzato per ciò che riguarda il mercato del lavoro, sia quando si tratta di lavoratori australiani, sia quando i candidati provengono da nazioni estere.

Proprio per questa seconda categoria sono state create delle apposite liste che elencano tutte le richieste di figure lavorative attive secondo i diversi settori produttivi, e che corrispondono ai mestieri e professioni maggiormente richiesti sul territorio australiano.

Una di queste liste è denominata con l’acronimo CSOLConsolidated Sponsored Occupation List – la seconda è la SOL, il cui acronimo sta per Skilled Occupation List. I dati in esse contenuti sono elaborati e aggiornati annualmente – per la precisione ogni primo Luglio – da un Ente che opera appositamente per il Governo Australiano.

Questo programma ha l’intento di armonizzare il mercato del lavoro tra richiesta da parte dei lavoratori e offerta reale di collocazione.

Accedendo alla sezione della piattaforma web del Governo Australiano dedicata alle liste in questione, si potrà comprendere meglio quali sono le figure lavorative più richieste e verificare se tra di esse vi sia qualcosa di compatibile con le proprie competenze.

Ecco il link di accesso alle liste integrate sul sito istituzionale del Governo Australiano: elenco delle figure professionali più richieste.

La lista CSOL contiene una grande quantità di richieste di lavoratori, mentre la lista SOL è dedicata alle figure professionali che sul territorio australiano sono considerate di maggior caratura e prestigio, come manager e specialisti dei vari comparti produttivi, persone con alle spalle anni di esperienza e capacità gestionali di primo livello.

Ci sono poi da considerare un altro paio di punti importanti: ogni regione ha differenti richieste sulla tipologia di lavoratori di cui necessita prioritariamente. Inoltre, a seconda della lista a cui si fa riferimento, si dovrà seguire un diverso iter per richiedere l’indispensabile visto lavorativo di ingresso.

Se le proprie competenze e specializzazioni professionali rientrano in una delle due liste, si potrà quindi avviare il processo per la verifica delle competenze per potersi candidare al ruolo identificato attraverso le liste.

Nei paragrafi successivi approfondiamo il tema del meccanismo relativo ai test a cui è necessario sottoporsi per cerfificare che i titoli e le competenze acquisite in Italia possono essere riconosciute secondo gli standard Australiani.

Skills Assessment e Assessing Authority: la verifica delle competenze

Partiamo col dire una cosa importante: quando si prende la decisione di cambiare nazione il possesso di un titolo di studio e di specializzazioni professionali è comunque un punto a proprio favore e questo vale in generale.

Inoltre, è bene conoscere a dovere la lingua inglese e preferibilmente aver ottenuto una certificazione linguistica tra quelle riconosciute a livello internazionale, altrimenti potrebbe persino essere inutile partire, o meglio: si può semmai pensare di passare un primo periodo per imparare bene la lingua, e in una seconda fase decidere di emigrare.

Oppure decidere di trascorrere un periodo di vacanza-studio in Australia, come scoprirai più avanti nel capitolo dedicato al Working Holiday Visa, e poi consolidare la propria permanenza.

Sembrerebbe inutile doverlo rammentare, ma molto spesso il fallimento di un progetto simile deriva proprio dal fatto che alcune persone partono all’avventura, magari programmando un iniziale periodo di vacanza con la speranza di sistemarsi stabilmente cercando un lavoro qualsiasi.

In alcuni rari casi anche questo può accadere, ma non è la prassi migliore da seguire per chi ha in mente un progetto di vita stabile all’estero. Chi ha già conseguito un diploma o un titolo accademico non è solo avvantaggiato nella ricerca di un lavoro in Australia, può anche continuare a studiare in Australia per aumentare ì le opportunità di lavoro. Non serve un riconoscimento dei titoli di studio se si prosegue il percorso iniziato in Italia presso un istituto australiano.

Continuiamo con le informazioni che ti servono se hai davvero deciso per il trasferimento in Australia.

Verifica delle competenze e riconoscimento dei titoli di studio: la differenza

Attenzione a non far confusione tra il riconoscimento del titolo di studio per chi parte per l’Australia per studiare, e chi emigra per lavorare: sono due situazioni diverse. La prima cosa è semplice da applicare, perché se ci si trasferisce per esempio per seguire un corso di laurea relativo al proprio percorso di studi, è sufficiente contattare l’istituto preferito e chiedere le necessarie informazioni per l’iscrizione.

Diverso è il discorso per chi ha deciso di trasferirsi in Australia per lavorare, e dovrà invece dimostrare anche di avere le competenze richieste dagli standard australiani per ricoprire determinati ruoli, oltre a una anche minima esperienza di lavoro.

In tal caso, quindi, ci si dovrà sottoporre a un esame per la valutazione delle competenze, lo Skills Assessment e Assessing Authority.

Nel prossimo paragrafo scoprirai maggiori dettagli su questo tema.

Skilled Visa: come funziona la verifica delle competenze lavorative

Per candidarsi a una delle richieste di lavoratori e figure professionali presente nelle liste CSOL e SOL è quindi necessario prima sottoporsi alla verifica delle competenze secondo gli standard australiani.

Queste verifiche, che corrispondono a una sorta di esame di valutazione e comprendono anche la verifica delle competenze linguistiche, sono effettuate dalle autorità competenti denominate Assessing Authority.

Ogni categoria professionale viene trattata da una diversa autorità, ed è per tale ragione che in Australia esistono diversi enti di questo genere.

Di seguito troverai il dettaglio per avviare l’iter passo dopo passo:

  • dopo aver individuato una delle proposte di lavoro sulle liste CSOL e SOL verifica quale ente dovrai contattare per sottoporti alla verifica. Cliccando sul seguente link accederai alla sezione del sito del Governo Australiano all’interno della quale sono elencati tutti gli enti di verifica suddivisi per categoria professionale: Assessing Authorities
  • contatta quindi direttamente l’autorità competente relativa alla tua occupazione: nella lista sono presenti i link che riportano alle piattaforme istituzionali dei vari enti
  • essendo enti distaccati l’uno dall’altro ognuno ha regole, costi e tempistiche diverse per formulare l’esito finale

L’esito può essere positivo, e quindi il candidato potrà procedere all’inoltro della candidatura presentando al datore di lavoro anche la scansione della certificazione ottenuta con esito positivo. Se l’esito è negativo non si potrà fare richiesta dello Skilled Visa.

ATTENZIONE: la valutazione delle competenze presuppone il pagamento di oneri. Informarsi sulla cifra da versare all’ente prima di sottoporsi al test di valutazione.

Il visto per lavorare in Australia? Più facile ottenerlo per chi parla bene la lingua e ha molta esperienza lavorativa

Non spaventarti per ciò che hai letto fin qui, in Australia non sono così chiusi all’accesso di lavoratori provenienti da altre nazioni.

Se per esempio sei in possesso di una laurea, lavori da diversi anni e inoltre puoi dimostrare di conoscere  bene la lingua inglese attraverso un esame che certifichi le tue competenze linguistiche (IELTS – International English Language Testing System), hai maggiori opportunità di poter essere accolto sul territorio australiano attraverso un visto indipendente lavorativo a punti, oppure un visto sponsor – denominato Sponsorship Visa e di cui troverai informazioni più avanti.

I 44 tipi di visto per lavorare in Australia e i tempi di rilascio

In Australia esistono ben 44 tipi diversi di visto per entrare sul territorio per scopi lavorativi e professionali. Ognuno di essi è dedicato a una categoria specifica.

Per verificare quale tipo di visto è quello che fa al proprio caso, collegarsi direttamente alla piattaforma governativa cliccando sul link: ottieni uno dei 44 visti lavorativi per l’Australia.

Dopo aver eseguito l’accesso alla pagina cliccare sul link su cui appare la scritta 44 visa(s) might be suitable to you per leggere il dettaglio di ognuno di essi e che comprende anche le informazioni relative agli oneri previsti e ai tempi previsti per l’eventuale rilascio.

Sponsorship Visa

Hai mai sentito parlare di visto sponsor per l’Australia? Si tratta di un visto, denominato Sponsorship Visa, dedicato ai lavoratori dipendenti di aziende con sede in Australia o di imprese estere offshore.

Questa tipologia di visto, rappresentati da un diverso codice numerico secondo le diverse situazioni, permette ai dipendenti di potersi trasferire sul territorio australiano portando con sè anche il nucleo familiare e per un periodo di tempo fino a un massimo di 4 anni.

Il visto sponsor maggiormente utilizzato per trasferirsi in Australia è quello rappresentato dal codice 482 che corrisponde a un visto di lavoro temporaneo, ma che col tempo potrebbe trasformarsi in un visto permanente.

Per ottenere questo tipo di ingresso in Australia è necessario poter dimostrare di essere in possesso dei seguenti requisiti:

• Essere dipendente di un’azienda che effettua la richiesta di migrazione per il lavoratore
• Essere in possesso di tutte le certiificazioni che attestino le competenze necessarie per lo svolgimento della mansione lavorativa per cui ci si trasferisce in Australia
• Dopo la concessione del visto l’attività lavorativa deve iniziare entro massimo 90 giorni
• Non è concessa una sospensione dal lavoro per più di 90 giorni

Non basta: il datore di lavoro, a sua volta, dovrà provare al governo australiano che la figura professionale che sta chiedendo di far accedere sul territorio è tra quelle inserite nelle liste CSOL e SOL.

Il datore di lavoro deve infatti poter provare che, prima di attivare la richiesta di accesso in Australia di un dipendente italiano, ha fatto ricerche approfondite per verificare lo stesso tipo di competenze tra la cittadinanza australiana.

Per maggiori informazioni sul funzionamento dello Sponsorship Visa, ecco la sezione del sito del governo australiano dedicata: Australian Government Sponsorship Visa.

Working Holiday Visa per l’Australia: esperienza di lavoro-vacanza per i giovani

Infine, ecco una bella opportunità per trasferirsi in Australia attraverso un programma di vacanza-lavoro, tema che abbiamo affrontato anche su questo sito, e che permette ai giovani di fare un’esperienza di medio periodo che può rappresentare l’avvio per un trasferimento permanente.

Il programma è di respiro internazionale e vige fin dal 1975. Dedicato ai giovani che rientrano nella fascia di età che va dai 18 ai 30 anni, può rappresentare la soluzione ottimale per iniziare un percorso che potrà portare a un progetto di vita e di lavoro di tipo permanente in Australia.

Per maggiori informazioni, puoi leggere la guida di approfondimento che abbiamo pubblicato cliccando sul seguente link: Working Holiday Visa.

Piattaforme web per trovare lavoro in Australia

Chi non è in possesso di un contratto di lavoro con un’azienda con sede in Australia, ma anche se non hai un’età che ti consente di usufruire dell’opportunità data dal programma Working Holidays Visa, non deve affatto gettare la spugna: si può analizzare il mercato delle offerte di lavoro in Australia anche dall’Italia e restando al proprio PC.

Esistono alcuni siti internet che pubblicano proposte lavorative che arrivano dal territorio australiano.

Tra le più conoscite citiamo:

  • Seek – piattaforma di offerte di lavoro in Australia molto semplice da utilizzare. Sulla homepage è presente il database per la ricerca personalizzata. La registrazione è gratuita e per creare un profilo personale si deve compilare il modulo di registrazione online.
  • LinkedIn – la più grande piattaforma social sul mercato del lavoro offre anche una ricca sezione dedicata alle offerte di lavoro a livello internazionale. Per verificare quelle attive sul territorio australiano è sufficiente cliccare sull’icona che appare in alto su cui appare la valigetta, poi inserire nelle apposite caselle le chiavi di ricerca appropriate

Conclusioni

Ora che hai tutte le informazioni necessarie per sapere come trasferirsi per vivere e lavorare in Australia, consideriamo una sintesi finale.

Come hai scoperto leggendo questa guida, non è detto che chi arrivi nel continente australiano fornito di competenze lavorative di alto livello riconosciute in Italia, sia un lavoratore richiesto in Australia. Così come esistono casi di persone che si sono avventurate partendo senza un’idea precisa e senza essere in possesso di grandi titoli accademici e anche con poca esperienza lavorativa, e sono riusciti nell’intento di consolidare la propria permanenza nel continente dei canguri.

Queste osservazioni sono utili al fine di comprendere come, se da un lato è bene programmare ogni particolare prima di avviare il progetto di trasferimento, dall’altro lato si possono creare anche altre opportunità, magari anche molto distanti dalle proprie caratteristiche e anche di tipo imprenditoriale.

Diverso, come già accennato, è il discorso di chi parte con già in mano un contratto di lavoro e in tal caso la strada da percorrere sarà in discesa.

E’ bene quindi soppesare tutti gli aspetti, ma anche le aspettative personali, affinché il sogno di andare a vivere in Australia non rischi di trasformarsi in un incubo o comunque in un’esperienza negativa.

Se stai pensando di trasferirti, o hai fatto un’esperienza di vita e lavoro in Australia e vuoi condividere con noi la tua avventura, lasciaci un commento!

Emilia Urso Anfuso

Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica.
Scrive per Libero - edizione in edicola - di politica, economia e attualità e per il settimanale Visto, per cui realizza interviste a personaggi della politica e della cultura
Collabora con altre testate di informazione
Scrive per consumatori.blog, assistenza-clienti.it e lavoratori.blog.
Fondatrice e direttore responsabile, dal 2006, della testata giornalistica di informazione online: www.gliscomunicati.it
Sociologa
Esperta di comunicazione
Scrittrice: i suoi libri sono in vendita su Amazon

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