riders, cioè gli addetti alle consegne, sono coloro che incarnano più di altri il modello della gig economy. Stiamo parlando di quel modello economico in cui non esistono più le prestazioni lavorative continuative, come una volta, perché rimpiazzate da una tipologia d’impiego moderna, cioè on demand. Più precisamente, si lavora quando c’è richiesta dei propri servizi, in un’ottica che supera del tutto il concetto antico di “posto fisso” e a tempo indeterminato.

Sono, in particolare, le start up innovative a realizzare simili modelli, mediante l’utilizzo di strumenti che permettono di “dar vita” al loro segmento di mercato entro un ambito “fisico” ben preciso e raggiungibile in qualunque momento da chiunque sia interessato ai prodotti e servizi venduti. Stiamo parlando di portali e app dedicate che riescono a gestire l’incontro tra domanda e offerta, soprattutto di prodotti consumabili.

Tutti noi siamo abituati ad acquistare, anche tramite app, su siti o store di e-commerce beni, prevalentemente, durevoli o semi-durevoli, ma siamo meno abituati ad usare l’app per ordinare una pizza o un piatto di spaghetti! L’idea innovativa è questa: un app curatissima che offre piatti fantastici, con ingredienti sani, che arrivano al cliente in tempo record e a un prezzo competitivo. Si protegge il made in italy, si rafforza l’economia nazionale e si offre anche un’occupazione a chi permette che quel piatto visto in foto che avete già pagato, in modo sicuro e comodo, arrivi tale e quale e ancora caldo, direttamente a casa vostra.

Fantastico, perché è il ristorante che vi raggiunge e voi non dovete neanche uscire di casa o dall’ufficio!

Ecco che i riders diventano i protagonisti di questo circuito in un’economia di un’altra dimensione, che mostra, tuttavia, i pro e i contro. Iniziamo col dire che i riders, da una statistica recente, in Italia superano le 10.000 unità, hanno meno di 30 anni, per quasi la metà sono studenti e scelgono quest’occupazione per un breve periodo di tempo, pensandola come una soluzione temporanea.

In molti scelgono di fare il rider per arrotondare lo stipendio, accettando di lavorare su richiesta ma in cambio della massima flessibilità a loro lasciata nell’organizzazione del lavoro, definito come parasubordinato. Decidere se e quando lavorare e in quali orari è, infatti, una ricchezza da non sottovalutare. La mancanza di routine è bilanciata, però, da un certo grado di incertezza che ne fa una professione adatta a chi accetta il fattore-rischio di lavorare poco se la richiesta è bassa. Dall’altro lato si lavora di più se le richieste aumentano. Come non va sottovalutato il fatto che il settore è in forte espansione, pertanto, è probabile che tra non molto tempo l’attività di rider possieda le caratteristiche di un vero e proprio lavoro, cioè stabile e pensato per durare.

Se vivete a Milano e vi riconoscete nel profilo di rider, allora dobbiamo segnalarvi una bella opportunità che si chiama Foorban. Non è il solito food delivery, che consegna piatti pronti direttamente dai ristoranti. È più precisamente un ristorante digitale in cui i piatti vengono preparati all’istante da una squadra di chef, con la massima attenzione nell’usare prodotti freschi di stagione e a chilometro zero. Menu diversi ogni settimana, dal primo, al dessert e alle bevande, Foorban cucina per voi, seguendo i consigli di una nutrizionista.

Benessere a portata di app, insomma. L’azienda è nuova e dinamica ed è consapevole che gran parte del suo valore lo deve ai suoi riders, cioè persone speciali che riescono in tempi strettissimi a consegnare l’ordine al cliente, attraverso una flotta di vespe, api e biciclette. Pertanto, l’azienda è sempre alla ricerca dei migliori riders sul mercato, per migliorare la qualità dei suoi servizi e per espandere sempre più i suoi confini.

foorban rider lavoro

 

Quindi, se volete candidarvi per essere riders di Foorban potete inviare una mail all’indirizzo rider@foorban.com. Le promesse sono:

  • Flessibilità, perché decidete voi quanto lavorare;
  • Ottimo compenso, e le mance sono vostre;
  • Benefit aziendali, come la possibilità di utilizzare l’area relax per godervi le pause con free food & drink.

E i requisiti? Essere la persona giusta! Non sono specificati requisiti particolari, ma possiamo immaginare che serva tanta passione, elasticità e intraprendenza. Anche buoni riflessi e dimestichezza con la moto e saper andare in bicicletta.

Foorban è un’impresa dalla mentalità giovane che sprona l’innovazione. I riders hanno un compito fondamentale: garantire la consegna nel tempo stabilito. Ma non vi preoccupate, non sarete abbandonati a voi stessi, perché l’azienda ha messo a punto un nuovo algoritmo per ottimizzare il vostro tragitto e farvi risparmiare tempo. Per ora il servizio è attivo solo a Milano Centro, nei quartieri:

  • Monumentale,
  • Garibaldi,
  • Stazione Centrale,
  • Fiera, Parco
  • Sempione, Moscova,
  • Porta Venezia,
  • Centro Storico,
  • Cinque Giornate,
  • Washington,
  • Porta Genova
  • Porta Romana

A seconda della zona e del tipo di consegna, potrete utilizzare l’ape per i pacchi più voluminosi, la vespa per le consegne a medio-lungo raggio e la biciletta per le consegne in centro. I mezzi sono, inoltre, attrezzati con cargo adatti a conservare il cibo alla temperatura adatta. In due anni sono stati consegnati 100.000 pasti a 5.000 clienti, la cui gran parte è fidelizzata. Pertanto, sarà sempre più agevole programmare l’attività e quindi anche le consegne.

Attualmente Foorban consegna, circa, 6.000 pasti al mese. L’azienda è intenzionata a rafforzarsi e ad espandersi e noi siamo sicuri che riuscirà nel suo intento. Pertanto, se anche voi volete prendere parte alla rivoluzione dei ristoranti digitali, non vi resta che partecipare. Uno dei lati positivi è che si tratta di lavoro molto gratificante, perché sarete sempre accolti da un largo sorriso e la gente sarà sempre felice di vedervi! Ma quanto guadagnerete? Per la media di settore, circa 850 euro al mese, ma attenzione. Rischia di diventare più di un “lavoretto” perché il trend è in forte crescita, il mercato è in fermento e il giro d’affari in Italia è di circa 2 miliardi di euro.