Lavorare in campagna offre molte possibilità di realizzazione e crescita personale. Sono sempre più numerosi i giovani che investono titoli culturali e formazione in agricoltura, così come sono sempre più numerosi anche i meno giovani che dopo anni di professione in altri settori, industriali e dei servizi, si riconvertono con successo in agricoltura traendo grosse soddisfazioni sia in termini di guadagno che di crescita professionale. Investire in economia agricola è un buon modo per fronteggiare la crisi, salvaguardando al tempo stesso le risorse naturali.

Lavorare la terra, nuove opportunità di sviluppo e professione

La terra produce interessanti opportunità di crescita economica e di investimento, innovazione tecnologica ed ambientale. Inoltre, il lavoro in campagna non è più soltanto prerogativa maschile: molte storie di successo, di business e di imprenditoria agricola sono legate all’iniziativa femminile.

Quando si parla di professione in agricoltura, non si fa certo riferimento al contadino tout court, ma a tutta una serie di professionalità, legate anche all’aspetto “green” e sostenibile del lavoro nei campi.

Tra le nuove professioni sulla scia dell’agricoltura e della green economy, sono sempre più diffuse quelle che hanno a che fare con il terziario collegato alla terra come ad esempio didattica ambientale in agricoltura (agriasilo, fattorie didattiche) e con il turismo (agriturismo, ricettività in fattoria, etc.).

Da non sottovalutare infatti, le potenzialità in fatto di business di tutte quelle attività secondarie e complementari all’agricoltura vera e propria.

Un ruolo importante lo hanno le professioni consolidate come l’agricoltore biologico che lavora la terra rispettando i cicli della natura e non impiegando pesticidi chimici e fertilizzanti.  La conversione al biologico, tra l’altro, sta interessando molte aziende che producono in materia tradizionale, perchè il biologico permette anche accesso a nuovi finanziamenti.

Inoltre i consumatori italiani hanno dimostrato negli ultimi tempi, anche a causa dei molti illeciti agroalimentari che si riscontrano sul territorio, di essere attenti e sensibili rispetto alla tracciabilità del prodotto agricolo. Sempre più in crescita è il numero dei consumatori che leggono le etichette, si informano sulla provenienza dei prodotti agricoli e dell’allevamento, scegliendo sul mercato prodotti a chilometro zero, provenienti da agricoltura biologica e stagionali.

Anche del perito agrario si ha sempre bisogno  in azienda agricola, per rendere più efficiente il lavoro di coltivazione e allevamento anche attraverso l’ausilio di procedure tecniche e tecnologiche innovative. Non dimentichiamo le opportunità professionali provenienti dalla certificazione di qualità nel settore agroalimentare: i prodotti  agricoli e alimentari sono certificati come DOP (Denominazione di Origine Protetta), come IGP (Indicazione Geografica Protetta), quando rispondono a un disciplinare di produzione, ossia a quell’insieme di regole a cui deve attenersi il produttore affinchè il suo prodotto sia ritenuto meriteveole di tutela.

In forte crescita anche il settore dei controlli alimentari che occupano professioni relative alla ricerca biologica: responsabile di laboratorio, biologo, responsabile della qualità di prodotto, analista e tecnico di laboratorio per le analisi di qualità su processi e prodotti.

Finanziamenti in agricoltura, ecco quali

Gli imprenditori agricoli possono accedere a diversi contributi e finanziamenti a livello locale, regionale, nazionale e comunitario. Le opportunità sono molte e 

Uno dei punti di riferimento più significativi in fatto di finanziamenti è il PSR, Programma di Sviluppo Rurale di attuazione comunitaria. Nel periodo settennale 2014 – 2020 l’Unione Europea ha messo a disposizione delle aziende agricole del territorio degli Stati Membri una dotazione di 100 miliardi di Euro, individuando sei priorità comuni (come riportate nel sito dello Sviluppo Rurale 2014 – 2020):

  • promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali
  • potenziare la redditività e la competitività di tutti i tipi di agricoltura e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e una gestione sostenibile delle foreste
  • favorire l’organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo
  • preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi relativi all’agricoltura e alle foreste
  • incoraggiare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di CO2 e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale
  • promuovere l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

Per trovare i migliori finanziamenti che soddisfano le esigenze e le iniziative imprenditoriali e progettuali, sul sito http://www.contributieuropa.com/v3/store/veditutti.asp, è possibile consultare bandi e contribuiti,  utilizzando un motore di ricerca che individua il settore, la tipologia di beneficiari, di spesa e di agevolazione.

L’Unione Europea ha messo in campo le specifiche misure del PSR per rilanciare un’agricoltura sempre più in crisi e caratterizzata dalla mancanza di vocazione da parte dei giovani per un mestiere ritenuto a torto troppo faticoso e poco remunerativo.

In realtà non è affatto così. L’agricoltura è un’importante fonte di reddito e molte colture in azienda servono proprio ad abbassare le spese e migliorare i profitti. Per questo è indispensabile avere in azienda la figura del dottore in agraria.

L’agronomo nelle piccole  e grandi aziende è un esperto che si occupa di ottimizzare i processi produttivi occupandosi di tutta la filiera del prodotto agricolo, dalla coltivazione alla vendita.

Chi può accedere ai finanziamenti? A ogni categoria corrisponde il finanziamento in agricoltura: di norma la gamma di soggetti è davvero ampia, poichè possono beneficiare  persone fisiche ma anche micro imprese, associazioni, Onlus e Consorzi.

Le modalità di finanziamento sono varie. Le spese ammissibili variano a seconda del bando e dell’ente erogatore. Di norma sono ammissibili acquisti di macchinari e impianti, interventi per il risparmio energetico e per l’uso di fonti rinnovabili (fotovoltaico), spese per consulenze tecniche, opere ed impianti, ma anche spese per migliorare la commercializzazione  e la distribuzione dei prodotti. 

I finanziamenti di norma prevedono una quota a fondo perduto (di solito una percentuale del 40-60%) ovvero senza obbligo di restituzione.  Più è alta la quota a fondo perduto,  maggiori sono le opportunità di crescita: infatti la formula è maggiormente utilizzata per stimolare l’autoimprenditorialita’ giovanile e femminile in aree marginali dello sviluppo come aree collinari e montane.

Anche  diversi istituti bancari e di credito erogano finanziamenti a breve termine per sostenere il ciclo produttivo stagionale e a lungo termine per l’acquisto di impianti, macchinari e strutture.