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Lavorare come Dog Sitter: cosa serve, come lo si diventa e inquadramento fiscale

Le case degli italiani sono popolate da circa 10 milioni di cani, secondo i dati estratti, riguardanti il 2017, dalle Anagrafi Canine Regionali. Tuttavia, questi dati attengono esclusivamente i cani domestici che sono regolarmente dichiarati dai proprietari. È, pertanto, plausibile che in realtà i cani siano molti di più, viso che l’esistenza di molti di loro sfugge ancora agli organi addetti alla vigilanza e al controllo.

Vero è che nel corso degli ultimi anni, sia anche per i controlli più stringenti, sia per i nuovi adempimenti come la microchippatura a carico dei possessori di animali domestici e sia anche per i benefici fiscali riconosciuti, il loro numero, e in particolare quello dei cani, è in rapida ascesa.

Se si è soli e non si ha nessuno con cui uscire, al giorno d’oggi la prima scelta, quella meno rischiosa, ricade sul cane che non delude mai. Ormai non è più la persona che porta fuori il cane, ma è il cane che l’accompagna nelle sue passeggiate.

Il cane, e non c’è alcuna ironia nell’affermarlo, fa parte della famiglia perché si sviluppa un legame affettivo reciprocamente importante. Svolge un ruolo importantissimo, poi, nel caso di persone sole e malate, si pensi alla “pet therapy” e alla funzione del cane guida. Importante punto di riferimento che insegna ai bambini a sviluppare la necessaria sensibilità ed empatia. Ancor più importante quando i bambini non ci sono più, perché sono diventati grandi oppure quando non ci sono mai stati. Gli italiani sono sempre più attenti ai loro bisogni, sia in termini di corretta alimentazione, che di salute. Per non parlare del periodo delle vacanze. Finalmente si è arrivati a decidere di fare le vacanze in strutture che accettano anche i cani, in caso contrario non si parte per le vacanze, arginando sempre più l’incivile abitudine di abbandonarli senza pietà e rimorso alcuni. Tale maturità si è raggiunta anche e soprattutto grazie alle leggi in vigore, che prevedono pene sempre più severe per i casi di maltrattamenti sugli animali.

cane cucciolo

L’importanza del dog sitting

Al giorno d’oggi, quindi, una professione che sta riscontrando sempre più la sua importanza, è quella del o della dog sitter. Si tratta della persona che si prende cura del vostro cane quando non voi non potete, o perché impossibilitati dai numerosi impegni o perché assenti temporaneamente.

Il dog sitting è un tipo di lavoro che si sta diffondendo sempre più, sia in America che in Europa, per la maggiore attenzione e cura che si ha verso i propri animali. Infatti, rivolgersi a qualcuno di qualificato, che sia disponibile per lunghe passeggiate o per accudirlo durante il giorno e la notte, è divenuta ormai una buona abitudine che mostra la maggiore sensibilità che alberga in chi decide di prendere con sé un animale da compagnia, impegnandosi a soddisfare, in ogni caso, tutte le sue esigenze. Infatti, nella maggior parte dei casi, i nuclei familiari sono sempre più ristretti e tutti i loro componenti studiano o lavorano. I parenti sono, magari, lontani e le case sono di dimensioni sempre più contenute e tutti questi elementi vanno a discapito del benessere e del bisogno di socialità dei cani domestici.

Il dog sitter si prende cura dei cani altrui con riguardo non solo al cibo, pulizia e salute ma anche al benessere psicologico dell’animale.

I requisiti del dog sitter

In Italia, il mestiere del dog sitter non è ancora regolamentato dal punto di vista legislativo. Pertanto, non esiste attualmente un iter che permette di ottenere qualifiche o abilitazioni. In ogni caso, è consigliabile ma non obbligatorio, seguire un corso formativo per conduttori di cani. Infatti, la custodia dei cani altrui rendono il dog sitter direttamente responsabile per eventuali danni da loro provocati a cose, persone ed altri animali.

Un requisito non ancora prescritto ma che si rivela importante possedere è la propensione all’addestramento cinofilo. Una buona comunicazione con il cane, da tenere con sensibilità ma anche con fermezza appare necessaria soprattutto in termini di sicurezza a 360° da garantire nei luoghi pubblici e nelle occasioni di contatto con le persone e con altri cani.

Il dog sitter, infatti, deve essere preparato a tenere l’animale in modo consono non solo in luoghi chiusi e privati, come la propria abitazione ad esempio, ma anche in luoghi aperti al pubblico, come parchi, giardini e marciapiedi. Doti come la pazienza e l’amore per gli animali, sono fondamentali. Quindi, il possesso di maggiori competenze, maturate con la frequenza di corsi di formazione, non solo permettono di presentarsi con maggiore professionalità ai clienti, ma consentono di aumentare il proprio livello di competitività in un mercato in fermento. Infatti, l’attitudine a preferire dog sitter più qualificati e con esperienza è molto diffusa.

Da non dimenticare l’efficacia del passaparola anche “social”, soprattutto a livello locale, perché trattasi di un lavoro assegnato in gran parte su base fiduciaria.

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Come iniziare a fare il dog sitter: le piattaforme online

Se amate i cani e avete già un lavoro che vi permette di avere del tempo libero, la migliore soluzione per voi è fare il dog sitter. Ciò non significa che non potrebbe essere il vostro obiettivo anche se non avete alcun lavoro. In quest’ultimo caso, infatti, avrete più possibilità per organizzare la vostra nuova attività a tempo pieno.

Per iniziare, proporsi in modo professionale con un buon curriculum vitae e biglietti da visita non è una cattiva idea. Si potrebbe pensare, anche, di promuovere i propri servizi presso i veterinari e i negozi specializzati in alimenti e accessori per cani e iscriversi alle piattaforme online. Esistono molte piattaforme in rete, che offrono motori di ricerca per trovare il dog sitter ideale più vicino, come PetMeDogsitterDogbuddyQueste sono solo alcune, che offrono una vetrina efficace e semplice per sponsorizzare i propri servizi.

Inquadramento fiscale e tariffe

Dopo l’apertura di una partita iva, per svolgere il lavoro regolarmente, sarà necessario stabilire un proprio tariffario. Le tariffe sono orarie o giornaliere e si distinguono a seconda che si tratti di passeggiate od ospitalità diurna o notturna. Le tariffe medie a ora vanno dai 10 ai 15 euro mentre, per l’ospitalità del cane, sarà determinante il tempo complessivo di permanenza. Comunque il prezzo medio giornaliero si aggira intorno ai 20 euro. Ovviamente le spese sono extra.

Le piattaforme online sono molto efficaci, perché sono un canale ufficiale e controllato in cui il dog sitter può costruirsi la propria reputazione di affidabilità. Verificando i prezzi degli altri iscritti, si può stabilire un compenso che sia nella media e che può differire sulla base dei servizi offerti. Alcune di esse offrono la possibilità per i clienti di ottenere le foto del proprio cane durante il soggiorno, per avere maggiori rassicurazioni sul suo benessere, che conta molto di più del prezzo richiesto.

Infine, oltre alle competenze e l’esperienza, l’avere un mezzo a disposizione in caso di emergenze, è un elemento tenuto il buon conto, così come la disponibilità di una casa spaziosa e, soprattutto, di un giardino.

Anna

Blogger e collaboratrice del network PUNTO Blog. Mi occupo principalmente di salute, diritti del lavoro e tutela dei consumatori.

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