Vorresti diventare osteopata ma non sai quale percorso di studi intraprendere e quali opportunità lavorative offre questa particolare specializzazione? In questo articolo apprenderai tutte le informazioni che ti sono necessarie per affrontare al meglio la tua decisione, e per scegliere in maniera più informata la strada che si può aprire nel mondo del lavoro in questo settore nuovo e particolare.

Osteopata: una figura professionale ancora poco diffusa in Italia

Iniziamo chiarendo in maniera approfondita il lavoro di osteopata, ancora poco diffuso e conosciuto nel nostro paese, eppure molto importante per la salute degli esseri umani. È stato recentemente calcolato che, sul nostro territorio, sono presenti appena 7.000 osteopati diplomati.

Pochi, ma questo può dare il metro delle opportunità lavorative offerte da questa professione, che sarà sempre più richiesta in futuro.

Sfatiamo immediatamente un dubbio: l’osteopata non si colloca tra le figure mediche, e la sua missione non è quella di guarire un soggetto dalle varie patologie che possono aggredire l’organismo o il corpo. Inoltre, attenzione a non confondere i fisioterapisti con gli osteopati: i primi devono aver conseguito una laurea, i secondi – almeno per ora – possono esercitare dopo un percorso formativo alla fine del quale si consegue un diploma che certifica le competenze acquisite.

Un osteopata lavora in sinergia con i medici e i fisioterapisti, e deve essere in grado di individuare quegli ostacoli che si contrappongono a uno stato di salute generale a causa di problematiche articolari e respiratori, prendendo anche visione della documentazione medica e di eventuali radiografie e raccogliendo l’anamnesi del paziente, materiale necessario ad avere una conoscenza globale della condizione della persona da trattare. 

E’ importante conoscere la condizione globale del corpo, in quanto questo specialista prende in considerazione tutta la condizione fisica del paziente, personalizzando al massimo i trattamenti applicati.

Il suo ruolo, però, non è quello di guarire le malattie quanto di migliorare la condizione fisica, organica e anche psicologica – quest’ultimo aspetto è dovuto al miglioramento di situazioni di dolore o di difficoltà nei movimenti – che in molti casi fanno davvero la differenza tra il vivere subendo dolori o limitazioni articolari, e il ritrovarsi nuovamente in grado di usare il proprio corpo in maniera completa ed equilibrata.

Applicazioni dell’osteopatia

Per comprendere meglio l’utilità dei trattamenti osteopatici, a chi sono rivolti e cosa possono fornire a chi sceglie di sottoporvisi è bene riflettere su alcune cose: spesso, e senza accorgercene, assumiamo posture sbagliate, camminiamo male, subiamo dolori alla colonna vertebrale ma non ci facciamo troppo caso, pensando che siano gli acciacchi che tutti, più o meno, dobbiamo sopportare.

Nulla di più sbagliato. La salute dipende da un complesso equilibrio di cose, e se uno o più degli elementi che concorrono a uno stato di salute e benessere psicofisico ottimale, è bloccato da uno squilibrio dovuto a stili di vita errati, oppure a posture sbagliate e prolungate nel corso degli anni, è possibile riallineare la naturale fisiologia dello scheletro, ottenendo così un beneficio generale.

L’osteopata, per far raggiungere al paziente questo tipo di risultato, si avvale dell’uso di diverse tipologie di tecniche manipolatorie, che non vanno mai realizzate direttamente sul punto dolente, ma vengono stimolati particolari punti del corpo che hanno come effetto riflesso, quello di sanare i nodi che portano al malessere e al dolore.

Questi approcci permettono di ristabilire il corretto movimento articolare e viscerale, oltre a migliorare il sistema muscolare complessivo.

Volendo sintetizzare al massimo: queste manipolazioni servono fondamentalmente a riattivare la naturale capacità del corpo, e dell’organismo, ad autoregolarsi.

Compreso meglio il tipo di applicazioni di questo genere di specializzazione, passiamo ora alla parte pratica: il percorso formativo da seguire per diventare osteopata.

Come si diventa osteopata: il percorso formativo

Fino al 2017 questa figura non era riconosciuta dal nostro ordinamento giuridico al pari delle altre professioni del settore sanitario. Grazie alla Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) all’articolo 7 è stata inserita la decisione di disciplinare la professione, e si attende ora l’istituzione di una facoltà universitaria di osteopatia che renda possibile l’ottenimento della laurea.

Ciò porterà anche alla creazione di un apposito albo professionale, all’interno del quale potrebbe rientrare anche la categoria dei chiropratici, oggetto della stessa legge di riforma. Ci sono però buone notizie per l’anno accademico 2019-2020: l’ European Institute for Osteopathic Medicine, che ha sedi a Verona e a Padova, ha presentato la richiesta di accreditamento per poter diventare Centro Studi di ICOM Malta Higher Education, che da anni collabora con alcune università inglesi.

Per ora, e fino a che non saranno stabiliti i nuovi corsi di laurea, ecco il percorso per diventare osteopata dopo aver conseguito il diploma di scuola media superiore:

  • Frequentare una delle scuole private dislocate sul territorio nazionale, della durata di 5 o 6 anni e a tempo pieno
  • Conseguire un master post-laurea in osteopatia della durata di sei anni. In questo caso è necessario essere già in possesso di una laurea in ambito sanitario

Alla fine di questi percorsi formativi, viene rilasciato il diploma di osteopata, che è valido su tutto il territorio nazionale e in tutti gli stati membri europei.

Quanto si guadagna

Capitolo importante: quello sui guadagni. Perché se è vero che l’osteopatia è un ramo che viene abbracciato da persone che amano il proprio lavoro, che spesso esercitano al pari di una missione, bisogna anche pensare ai risvolti economici, essenziali per vivere.

Le strade che si possono scegliere sono di due tipi:

  • Lavorare presso gli ospedali pubblici a supporto del lavoro di medici e personale sanitario
  • Operare presso uno studio privato

Lo stipendio per chi sceglie l’inserimento presso una struttura pubblica, si aggira – dopo una carriera di circa 5 anni – intorno ai 20.000 euro  annuali.

Per ovvie ragioni, chi decide di lavorare nel settore privato può trovare enormi differenze per quanto riguarda l’aspetto economico, che in tal caso aumenta anche in virtù della città in cui si lavora e del prestigio e dell’affidabilità dello studio medico.

Privatamente, è stato verificato da alcuni studi, è possibile arrivare – tre anni dopo il conseguimento del diploma – a guadagnare cifre ragguardevoli, che in alcuni casi arrivano a 5.000 euro e oltre al mese.

Conclusioni

Si parla spesso di difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro, a causa del perdurare della crisi economica. Non si pensa, però, alle molteplici possibilità di lavoro, che – come nel caso della figura dell’osteopata – offrono opportunità di inserimento e di sviluppo, anche economico, e in tempi abbastanza brevi.

A volte è necessario uscire dai soliti percorsi, dalle professioni e dai mestieri soliti, e aprirsi a nuove realtà per scoprire che lavorare si può, anche in tempi di crisi. Basta saper scegliere bene.