È inutile girarci intorno: anche se sulla nostra Costituzione all’articolo  4  è scritto

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società“/

Oggi come oggi la scelta personale in ordine di lavoro è pura utopia, così come è noto che i cittadini hanno diritto al lavoro, ma non sempre riescono a trovarlo…

Va anche detta una cosa importante: è necessario riflettere attentamente su quale sia la reale richiesta da parte del mercato del lavoro. Non sempre le proprie propensioni personali combaciano con tale richiesta, ed è evidente che se – per esempio – si ambisce a una laurea in Filosofia ma le aziende non cercano filosofi, è scontato dire che sarà poi difficile trovare una collocazione professionale e  pure in tempi brevi.

Molto spesso, nella migliore delle ipotesi, sarà anzi necessario ripiegare su un mestiere molto lontano dal percorso di studi scelto.

Lo scopo di questo articolo è infatti quello di illustrare quali sono le lauree specialistiche che con maggior facilità possono concorrere a facilitare l’ingresso dei neolaureati nel settore lavorativo.

La scelta è ampia, e se tra le lauree più richieste non c’è quella che si desidererebbe conseguire, si può comunque cercare di individuare quale percorso di studi si avvicina di più alle proprie ambizioni  o alla predisposizione personale.

Studiare all’università rappresenta un costo importante per le famiglie, che può arrivare anche a oltre 50.000 euro, e in tempi come quelli attuali, aggrediti peraltro da una crisi economica esplosa all’improvviso a causa degli effetti della pandemia mondiale, che nel caso dell’Italia ha aggravato ancor più una situazione già critica, è meglio considerare approfonditamente la scelta che si andrà a fare.

Quali sono le lauree meno richieste dalle aziende?

Partiamo con il citare le lauree meno richieste dalle aziende. Esse sono senz’altro quelle in filosofia, in giurisprudenza e in lettere.  

È comprensibile come a livello personale si possa essere particolarmente interessati a certe materie, ma è anche consigliabile non lasciarsi appassionare dalle proprie tendenze personali se si riscontra poi un assoluto disinteresse per laureati in queste materie, che non sono ritenuti affatto indispensabili dalle aziende pubbliche e private.

Fatto questo doveroso inciso, è bene anche sapere che il numero dei laureati nella fascia di età che va dai 24 ai 35 si attesta su una percentuale del 22% contro una media europea del 40,7%.

E’ una percentuale bassa quella italiana, che conferma una controtendenza da non sottovalutare.

Per comprendere meglio la situazione reale, ecco i tassi di occupazione entro i cinque anni successivi al conseguimento delle suddette lauree, nel capitolo successivo scoprirai invece i tassi di occupazione delle lauree più richieste dalle aziende:

  • Letteratura: 59,2%
  • Psicologia: 46,2%
  • Giurisprudenza: 45,3%
lauree specialistiche lavoro

Lauree specialistiche: ecco quali sono le più richieste

Molti giovani stanno perdendo interesse verso gli studi accademici e nel nostro paese le percentuali dei giovani laureati sono in calo. Il motivo di questo trend al ribasso si nasconde tra le pieghe di una falsa convinzione generale: il pezzo di carta non serve a  nulla, servono semmai la fortuna e le conoscenze giuste.

È un pensiero che si è diffuso negli ultimi anni, anche a causa di un sistema che non tiene conto, a volte, della meritocrazia, ma è comunque sbagliato ritenere che nel nostro paese si trova lavoro solo per fortuna o perché si conosce qualcuno che può dare la famosa raccomandazione. Se è vero in alcuni casi, non lo è in generale.

Anzi…molte grandi aziende sperano nelle nuove leve, nella loro preparazione specialistica e lo conferma un dato: molte offerte di lavoro per determinate figure professionali, in special modo nel settore informatico, restano senza candidature di rilievo.

È un dato che deve portare a riflettere e non poco. La convinzione che manchino offerte di lavoro si scontra spesso con la realtà delle cose, e si ritorna al discorso iniziale: se pretendi di laurearti in filosofia, ma il mercato cerca esperti informatici, non c’è penuria di lavoro bensì una mancata risposta alla domanda di determinate figure professionali.

Per entrare nel vivo della questione, ecco l’elenco delle lauree specialistiche più richieste:

  • Statistica
  • Ingegneria edile
  • Ingegneria informatica
  • Economia
  • Medicina
  • Chimica farmaceutica
  • Scienze infermieristiche

Queste sono le aree accademiche specialistiche che, confrontando i dati ufficiali, consentono di trovare lavoro entro i 5 anni successivi dal conseguimento della laurea.

Ecco qualche dato aggiuntivo relativo al tasso di occupazione in relazione alle aree accademiche:

  • Ingegneristiche: 89,2%
  • Scientifiche: 86,8%
  • Chimico-farmaceutiche: 82,7%
  • Sanitarie: 80,4%

Com’è palese, sono tutti percorsi di laurea che si basano sulle nuove tecnologie, sull’economia e sulla ricerca scientifica.

Sono le cosiddette materie STEM, dall’acronimo inglese Science, Technology, Engineering and Mathematics, e questo conferma ancor di più come, in una società in costante trasformazione e con le nuove tecnologie, anche in campo digitale o di intelligenza artificiale, che avanzano a grandi passi, anche le richieste del mondo del lavoro cambiano di conseguenza.

Neolaureati: ecco quanto si guadagna

Il belpaese non eccelle per ciò che riguarda il livello degli stipendi, è risaputo ed è uno dei motivi per cui molti giovani decidono di espatriare.

È vero però che se si è pensato bene di proseguire con gli studi, un neolaureato può ambire a uno stipendio maggiore rispetto a un giovane che si è fermato al diploma di scuola superiore.

Per fare un esempio concreto: un neolaureato in ingegneria può percepire al primo lavoro uno stipendio netto di circa 1.700 euro mensili. Un miraggio per un impiegato di terzo o quarto livello, che arriva anche a meno di 900 euro netti mensili.

Ecco una stima generale che può essere utile per affrontare anche il discorso stipendi ai neolaureati: un giovane diplomato in un Istituto tecnico professionale può percepire, mediamente, uno stipendio di circa 1.050 euro mensili. Un giovane con una laurea triennale all’inizio della carriera guadagna mediamente  1.104 euro mentre chi ha una laurea specialistica arriva a 1.153 euro mensili.

Ovviamente tutto dipende dall’azienda che assume, dal tipo di figura professionale richiesta, dagli eventuali benefit concessi e via dicendo.

E per quanto riguarda le lauree triennali?

Sei all’inizio della carriera universitaria e non sai che facoltà scegliere? Nessun problema, in nel nostro articolo: “Laurearsi: quale ramo scegliere per trovare lavoro in fretta” abbiamo analizzato le lauree triennali più richieste.